domenica 26 febbraio 2012

Hello, Goodbye.



Sarebbe ora di scrivere, prima di riadagiarsi di nuovo sugli allori e rischiare di dimenticare il tutto.
Anche se la possibilità che questo accada mi sembra quantomai remota...

Sono rientrata a casa, da 4 giorni.
Oltre a perdermi in imprecazioni piuttosto colorite durante lo disfacimento delle valigie, districarmi fra appuntamenti accavallatisi, e-mail di lavoro in inglese, revisione di fotografie e video, ho anche recuperato quegli adorati 4 kg che avevo salutato con davvero poco rammarico.

Che ci possiamo fare?
L'Italia ti accoglie coi suoi profumini... non si può essere così maleducate da rifiutare, dopo 4 mesi di assenza!!!

Gli aggiornamenti dell'ultimo mese sono andati persi nella frenesia dei preparativi per l'Hafla.
Non ricordo bene a che punto ero arrivata a raccontare, ma più o meno le cose sono rimaste immutate.

La convivenza con la slovena, l'americano e suo figlio di 6 anni si è fatta ogni giorno più difficile da sopportare.
Mi alzavo la mattina alle 8, pur di avere un'ora di quiete prima dell'inizio delle danze.
Colazione, e-mail, una sigaretta... poi di corsa a chiudersi in camera, cone le casse a tutto volume, nel tentativo di sfuggire all'hip-hop e allo slang californiano di Scott.
La lotta per una tazza di caffè, le strategie per nascondere il cibo, l'ardua ricerca di un piatto pulito... sono diventati routine quotidiana.
Alla fine, non ci si sopportava più!!!!

Non vedevo l'ora di cambiare appartamento.
Purtroppo, però, andare a vivere da sola ha un costo che non mi sono potuta permettere...

Nel frattempo è tornata Natasa.
Manca si è trasferita a 5 metri da casa mia.
Mi sono scervellata in ogni modo per riuscire ad arrabattare 4 costumi in croce.
E ho cercato, come una disperata, di creare la coreografia per il mio solo.

Sul muro della camera, oltre allo specchio, si sono accumulati decine di minuscoli foglietti, ognuno riportante un passo conosciuto o appena imparato, che potesse essere usato all'interno della coreografia.
Le musiche, da 10, si sono ridotte a cinque.
Il costume è stato ucito e scucito una 20ina di volte...

Non c'è stato nulla da fare, per quanto mi sia impegnata, la coreografia per questo pezzo proprio non sono riuscita a montarla!!!

A dieci giorni dallo show, gli allenamenti sono diventati una sfida quotidiana.
Con le ragazze abbiamo affittato la sala tutti i giorni, per almeno 3 ore.
Rakija e cioccolata come unici alimenti di sostentamento.
Abbiamo montato la coreografia per Duende.
Sono stata nominata leader ufficioso del gruppo di Ats.
Abbiamo ripassato un milione di volte le coreografie dei vari gruppi del corso di Manca.
E' stata un'immersione totale ed alienante.

Ma è stato meraviglioso!

Ogni sera, poi, sedute al tavolo del Biljardna hiša, fra patatine al burro di noccioline, sigarette e birra, abbiamo riso e guardato video, parlando di danza, danza, danzaaaaaa!!!

Mi sono affezionata a quelle ragazze in un modo che mai avrei creduto possibile.

Due giorni prima dell'hafla, poi, tutto ha cominciato a degenerare.
Mi è arrivata la proposta di laoro da parte dell acasa di produzione, Nora Group.
Sono stata sul set di uno spot pubblicitario lavorando come runner per 12 ore filate, cuffie nelle orecchie per cercare di studiare la musica per l'improvvisazione del giorno dopo.
Stanchezza a palate.
Nervi a fior di pelle.

Mojca mi ha chiesto di liberare la stanza entro Marzo.
Io realizzo che dopo l'Hafla dovrò tornare in Italia.
 
Alberto sta partendo per venirmi a trovare.
Io ho ancora ore di prove davanti a me, devo finire i costumi, non sono pronta per fare un solo, ho mal di schiena, non ho una lira per comprarmi da mangiare, devo impacchettare tutto...
Sto per mettermi a piangere!!!

Gli ultimi giorni in slovenia scorrono e io neppure so come mi chiamo.
Decido di non fare il solo.
Manca mi convince a portarlo.
Io proprio non voglio!
Ma ormai ho detto di sì...
Sono così nervosa che mi viene da vomitare tutto quello che non mangio da giorni.
Mi viene anche proposto di portare un'improvvisazione di ats coi cimbali: io, Manca e Branka.

Di sei pezzi che dovrò ballare, tre sono ancora tutti da creare.

Ecco, diciamo che improvvisare, in ogni aspetto delle vita, è diventata l'unica scelta possibile.
E mi piace, devo ammetterlo.

Raccontare nel dettaglio proprio tutto, richiederebbe ore e ore di riflessione.
Non credo di averne così tante a disposizione.
Considerando che fra qualche ora mi aspetta l'enensima rimpatriata familiare.

Così, cercando di farla breve, posso dire che è andato tutto come volevo e speravo che andasse!

Le ragazze mi hanno aiutato ad arricchire i miei poveri costumi, mi hanno imprestato trucchi, gioielli e fiori.
Alberto ha scattato un migliaio di foto  e fatto video.
L'alcohol girava dietro al backstage aiutando a sciogliere i nervi.

Abbiamo studiato le luci per la scena col tecnico, provato le posizioni, mangiato pizza e dolcetti prima di salire in scena.
E' stato tutto molto frenetico e logorante.
Non so neppure come, ma sono arrivata al momento della verità.

Le luci si sono spente ed è cominciato lo show.
Fra un cambio e l'altro ho sempre solo avuto uno o due pezzi.
Choli, pantaloni, gonne e gioelli si amucchiavano in quello sgabuzzino che continuavamo a chiamare back-stage.
Ci siamo date il cambio come ad una partita di pallavolo, senza fiatare, su e giù da quei 4 gradini che ci separavano dal palco.
Le luci erano vicinissime e caldissime, lo stage minuscolo, noi una moltitudine!!!

Mentre ballavo continuavo a pensare che il momento del mio solo si faceva sempre piu' vicino ed io, diamine, non ero pronta!!!!
Ho creduto di voler morire.

Poi c'è stato Duende.

E tutto il locale è venuto giù.
Abbiamo fatto le stupide, devo ammetterlo, ma ci siamo divertite così tanto che per il pubblico è stato impossibile non partecipare.
La tensione si è sciolta un po'.
E poi, è comunque troppo tardi per ripensarci.

Mi infilo il costume: la cosa piu' semplice che abbia mai indossato su di un palco.
Si spengono le luci: io chiudo gli occhi e cerco di ricordarmi come si respira.
Respiro.
Parte la musica.
Non mi ricordo niente.
Ma credo di aver fatto schifo.
Anzi, ne sono piuttosto sicura, visto che ho un video che non riesco a riguardare senza volermi scavare una fossa.
Ma in quel momento, sul palco, ricordo di essermi solo divertita.
Ero emozionata, ma sorridente.


Non sapevo cosa stavo facendo, ma comunque ho fatto qualcosa.

Volevo vedere cosa si provava, e l'ho fatto!

Sono soddisfatta e fiera di me stessa.
Anche se ho fatto schifo!

Appena la musica è finita mi sono precipitata fuori dallo stage.

Sei minuti per cambiarmi e prepararmi per Ats: Manca e Branka mi aspettano coi vestiti, qualcuno mi denuta letteralmente, mi infilano un choli, io cerco i cimbali, sono sudata marcia e sto anche tremando!
Ah, l'adrenalina!
Perchè drogarsi, quando si puo' salire su un palco!!!!!!

Non so come, ma ce la facciamo.
Tutta la tensione se n'è andata, adesso posso davvero ballare.

ATS  va da dio!

Poi c'è l'ultimo pezzo di fusion.

Poi, se gli dei vogliono, è finita!!!!

Nel complesso, è stata una figata inenarrabile!!!

Alberto, povera stella, si è sorbito le prove dal pomeriggio, ha visto lo spettacolo due o tre volte e non si è risparmiato con le foto.
Si merita altri 3 giri di wiskey, almeno.
Io mi dò alla birra.

Fumiamo una sigaretta tutte assieme, balliamo ancora un po', chi mezza vestita in abiti civili, chi ancora completamente truccata ed infiorata.
Un quadretto variopinto e grottesco, ed anche un po' ubriaco.

Rientriamo a casa che sono le due. Forse le tre.Lunedì e martedì li dedico ad Alby ed alla città.
Ce la giriamo in lungo ed in largo, mangiando come due morti di fame, io non bado piu' a spese, tanto sto tornando a casa, e compro cioccolata per tutti a casa.
 
Preparo le valigie in preda ad una crisi di nervi.
Poi vado a salutare le ragazze.
Mi hanno preparato tutte una piccola sorpresa: mi ritrovo a piangere di fronte ad un abusta di carta piena di fiori, candele, pizzi, braccialetti, bigliettini, cioccolata e non so più che altro.






Le saluto tutte.
Me le abbraccio forte forte.
Piango ancora un pò.

E dico Addio.

   

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