E' un'impresa impossibile, temo che dovrò accontentarmi di riconoscere i numeri fino all'otto.
Che si dice OSEM!
E non ha nulla a che fare con "awesome".
Quindi sarebbe il caso di smetterla di pensare che ci stiano facendo dei complimenti ad ogni ripetizione di addominali!
Da giovedì sono cambiate molte cose.
Inannzitutto mi sono iscritta in palestra!
Sono un'idiota. Lo so.
Sono uscita di casa di buon'ora, e mi sono avviata alla palestrina appena 100 metri piu' in là, dove anche Saja insegna orientale.
Cerco di capire qualcosa sulle iscrizioni, poi decido di domandare direttamente a qualcuno.
La ragazza alla reception mi assicura che l'insegnante di Pilates parla inglese e che sicuramente mi potrà seguire.
Che faccio? Mi fido?
La mattina non ho molto da fare, la mia coinquilina dorme sempre fino all'una, io mi annoio.
E poi Pilates fa bene... Massì. Iscriviamoci.
Un mese di entrate mattutine costa appena 36 euro. Non mi sembra eccessivo.
Così pago, prendo la mia nuova tesserina e saluto.
Comincerò da domani.
Prima di tornare a casa mi fermo a comprare dell'acqua.
Ovviamente quando la apro, e solo dopo, scopro che è gasata.
Niente fa fare, lo sloveno mi è proprio ostico.
Mangio anche un gelato confezionato, tipo Magnum alle mandorle. Scopro che e' terribile.
Recupero ancora due tappetini da Yoga in un negozietto di articoli sportivi e compro una piccola orchidea rosa da portare in segno di pace alla mia coinquilina.
Ovviamente al mio rientro non la trovo in casa.
Le scrivo un biglietto nel quale la ringrazio per l'ospitalità e dove le propongo la possibilità di aiutarci a vicenda con le spese e tutto il resto.
Insomma, mi sto offrendo, ancora una volta, di pagare il mio corrispettivo per l'utilizzo della casa!
Lascio il post-it sul suo mac, ne aggiungo uno dove mi scuso per l'acqua gasata, e raggiungo Lily a lezione.
Come al solito ci si distrugge.
Il giovedì abbiamo il Livello Base e Tecnica generale.
La preparazione in stile militare pero' rimane la stessa.
Comincio anche a farci l'abitudine.
Passano queste tre ore meravigliose di shimmy iperveloci senza che neppure che ne accorgiamo, poi io e Lily ci guardiamo in faccia: "si va da Fresco?".
Ovvio che sì!
Arriviamo al ristorante che manca mezz'ora alla chiusura, facciamo gli occhietti dolci, ci fanno entrare.
Ordiniamo due pizze da dividerci, due birre e due caffè.
Usciamo da lì dentro che neppure riusciamo a muoverci.
Non si capisce bene se sia colpa della stanchezza o della pizza che ogni giorno sembra diventare piu' grande di quello precedente.
Ci salutiamo e torniamo ognuna a casa "propria".
Sul letto trovo Saja.
Mi saluta, poi torna al suo mac.
Mi domando se abbia visto l'orchidea e letto il messaggio.
Tempo di togliermi il cappotto e le scarpe ed ecco che mi arriva la risposta:
"Mi dispiace, ma non è possibile, domani vengono per dipingermi le pareti e dobbiamo liberare la casa".
Uhm. Non so se ho capito bene.
Sapevo che nel week-end avremmo dovuto trovarci una sistemazione alternativa, per via della vernice e tutto il resto...
Ma che significa " mi spiace, non è possibile"?
Intenderà mica la proposta di pagarle l'affitto?
Non mi starà dicendo che devo uscire e non devo piu' rientrare?
Per caso mi sta buttando fuori di casa???!?!?
ESATTAMENTE!
Per sicurezza me ne accerto: "quindi devo andarmene, mh, tipo domani?" le chiedo.
Non risponde, si limita a guardarmi con un'espressione che puo' voler dire soltanto "mi sa proprio di sì".
E qui si conclude la conversazione.
Rimango basita.
Chiamo Lily, sono tristissima. A bassa voce, fitto fitto, le racconto cosa è successo, tanto la mia coinquilina-ancora-per-poco non capisce, e cerchiamo insieme di trovare una soluzione.
Lei chiede al suo padrone di casa se puo' ospitarmi, vista l'urgenza.
Lui risponde di si.
Mi tranquillizzo un po', ma ancora non riesco a capacitarmi di quello che è successo.
Comincio a passare in rassegna questa neanche settimana passata in casa: cosa posso aver fatto che non va?
E' stato forse quando ho pulito il bagno? O quando ho riordinato la cucina?
Forse non è stato di suo gradimento il mio cercare di tenere tutto in ordine e dare il minor fastidio possibile? O forse non le piaccio semplicemtne e basta?
Mi addormento a fatica.
Anzi no. Non dormo per nulla.
Alle 6 di mattina sono ancora lì che mi guardo intorno.
Vedo spegnersi il lampione fuori dalla mia finestra e sorgere il sole.
Decido di uscire, ho una lezione di pilates alle 7.
Mi vesto velocemente, cerco di fare meno rumore possibile.
Sono un po' raffreddata e muoio letteralmente di sonno.
Alla lezione di Pilates l'insegnante mi guarda male. Non ha nessuna intenzione di tradurre tutto per me.
Posso capire, pero' che palle!
Cerco di seguire, ma no, è impossibile. Ho l'impressione di star perdendo qualche dettaglio fondamentale sulla faccenda della Power House e robe simili.
Esco di lì che sono ancora piu' depressa.
Provero' a richiedere indietro i soldi.
Domani magari...
Torno a casa, la biondina dorme ancora.
Sto mezz'oretta sul letto ad ascoltarmi la musica. Muoio di sonno ma non riesco a pensare di dormire.
Devo fare le valige e spostarmida Lily.
Vorrei solo che lei uscisse così posso muovermi.
Mi sembra di camminare sulle uova.
Eccola qui, la mia macchiolina nell'oceano!
Cerco di pensare in positivo, ma cominciano a bussare alla porta le paranoie.
Esco di nuovo.
Vado a comprarmi degli stivali per la pioggia.
Spendo troppo e forse non mi picciono neanche piu' di tanto.
Pazienza.
Vado anche da un ottico, mi faccio fare una visita, provo a prendere delle lenti a contatto.
Per la prima volta, in vita mia, qui in Slovenia, decido di averne abbastanza degli occhiali.
Giro ancora un po' a vuoto. Poi rientro.
Saja non c'è. Perfetto!
Rifaccio le valige alla velocità della luce. Non so come ma riesco a farci stare tutto senza preoccuparmi di piegare per bene, semplicemente ammasso le cose l'una sull'altra, poi mi ci siedo sopra e via!
Sono pronta.
Trolley, zaino, borsa del computer e spesa in sacchetti di plastica che avranno ancora vita breve.
Chiamo Lily. Mi ha detto che mi darà una mano per il trasloco.
Arriva verso le tre.
Il tragitto da una casa all'altra per fortuna è breve, ma io muoio attaccata a quella valigia.
E' troppo pesante!
Due raggi di sole si affacciano, comincia anche a far caldo. Sto sudando.
Mi metterei a piangere.
Arrivate a "Casa II" ci aspettano 4 rampe di scale.
Non ci avevamo pensato!!!
Facciamo due giri. Lily mi cristona dietro. Ha ragione.
Forse è il caso di rispedire qualcosa a casa, che diamine mi sono portata dietro???
Vero è che valutavo l'ipotesi dei 4 mesi... pero' ho davvero esagerato.
Il padrone di casa mi porta un tappetino da Yoga, di quelli pieghevoli e un po' piu' spessi, con tanto di cuscino. Cuscino... diciamo che la forma è quella.
Ammasso tre o quattro coperte l'una sull'altra, stendo il mio sacco a pelo e mi accascio sulla moquette.
Sono stanchissima, raffreddata, triste e nervosa.
Scrivo un messaggio a Saja. Ho ancora le sue chiavi di casa. La ringrazio di tutto, le spiego dove sono e le dico che ci vediamo a lezione, così le restituisco tutto.
Non risponde.
Non risponderà mai.
Che stronza!
E' venerdi sera.
Io vorrei dormire, ma Lily aspettava di andare a ballare salsa da una settimana intera.
Abbiamo trovato un localino carino dove promettono la serata latina ogni Venerdì, così ci vestiamo ed usciamo.
Arriviamo all'Orinoco che sono le 10.
Dentro non c'è nessuno, fuori comincia a fare freddino e forse spioviggina anche un po'.
Una torta ai frutti di bosco ci fa l'occhiolino dalla vetrina del frigo del bar, ne ordiniamo una fetta insieme ad una Coca e dell'acqua.
Ci sediamo fuori e aspettiamo. Per le 11 dovrebbe iniziare la "festa"
Non c'è molta gente, e soprattutto non sembra gente predisposta ai balli latini.
Rimaniamo a lungo a fissare la pista vuota dove un bambino di 10 anni cerca di imitare i ballerini di break-dance e rischia di rompersi una gamba ogni dieci minuti.
Pero' ha stile! Se continua così diventerà sicuramente qualcuno. Ammesso che non si distrugga del tutto, prima.
E' mezzanotte e ancora nessuno balla, pero' il locale sta cominciando a riempirsi un po'.
Arriva una tavolata di Cubani. Belle donne dalle forme importanti accompagnate da uomini in pantaloni larghi e scarpe bianche, carucci, ma un po' bassini...
Iniziamo a riscaldarci. Qualcuno entra in pista.
Parte qualche salsa, intramezzata con un reggaeton o una bachata.
Ci invitano a ballare dopo un bel po', ma finalmente cominciamo a divertirci.
Qualche cavaliere ci delude un po', il senso del ritmo non sembra essere una peculiarità necessaria.
Balliamo fino alle due, conosciamo Mare.
Il suo vero nome non lo abbiamo proprio capito.
Sta di fatto che è davvero caruccio, e balla molto bene.
Quando usciamo per tornare a casa, lui ci invita per due chiacchiere ed una sigaretta.
Ci mettiamo a parlare. Per l'esattezza ricostruiamo Babilonia.
Inglese, sloveno, spagnolo, italiano e portoghese in un'unica conversazione.
Ci invita a bere qualcosa a Metelkova. Noi odiamo Metelkova.
Pero' lui insiste, ed è così carino...
Finiamo con l'accettare.
Insieme a noi viene anche Miha. Un biondino rubicondo, che a primo acchito ci sa tanto di crucco-misto-rumeno poco rassicurante.
Ci offrono un passaggio in macchina. Io e Lily rifiutiamo.
Ci incontriamo davanti a Metelkova tipo... 5 metri piu' in là!
Beviamo una birra e parliamo. Parliamo davvero!
In 5 lingue differenti riusciamo a spiegare cosa facciamo qui in slovenia, dove abitiamo, cosa ci è successo in questi giorni, e riusciamo a capire che Mare è qui da 5 anni, per studiare Baseball e che Miha lavora presso una ditta di occhiali, che ha una ragazza cubana che vive a Venezia, che è vegetariano e che vuole portarci a mangiare spaghetti a casa sua...
Cosa?!?
Aspetta, stiamo esagerando.
Con grazia ci divincoliamo, ci facciamo riaccompagnare a casa e li salutiamo.
Arriviamo al soppalco che sono quasi le 5.
Ci siamo divertite come due matte, e siamo anche stupite di aver trovato due così gentiluomini.
Il tempo di prepararci per la notte e ci arriva un messaggio: ci chiedono se siamo sane e salve... che carini!
Sabato mattina ci svegliamo che è pomeriggio.
Ci hanno invitate a pranzo, di nuovo a casa di Miha.
Io e Lily ci guardiamo. Mh, magari anche no!
Proponiamo di vederci al "Petite Cafè".
Ci prepariamo con una lentezza estenuante. Insieme siamo pessime.
Casiniste e lente. Un'accoppiata da film horror.
Mettiamoci in mezzo anche la mia prima volta con le lenti a contatto (pensavo di cavarmela molto, ma molto peggio!)...
...arriviamo all'appuntamento che sono le 4. Abbiamo una fame nera. Loro hanno già mangiato.
Loro ci pagano il conto. (Ovviamente!)
Passiamo insieme ancora un'oretta durante la quale riescono a dirci che sono rimasti stupiti dal fatto che siamo le stesse di ieri sera. Anzi, che siamo ancora piu' belle!
Ovviamente è un complimento.
Io scoppio a ridere. Non devono essersela sempre passata bene...
Ci lasciamo che sono le 7.
Io devo pagare il padrone di casa, mi spiega che entro una settimana forse entrambe riusciremo ad avere una stanza, perchè Maya, una delle altre ragazze che vivono qui, se ne adrà presto.
(Maya avrò modo di conoscerla poco dopo: ha la mamma malata di cancro e non se la sta passando troppo bene.)
Saluto 150 euro e mi ritiro nel tugurio con Lily.
Sono infreddolita e raffreddata. Forse ho anche la febbre.
I due fanciulli ci hanno invitate fuori di nuovo, ma proprio non ho voglia di uscire.
Nè di mangiare.
Mi attacco alla scatola dei cereali mentre Lily finisce un pomodoro con del prosciutto, entrambe sedute sul suo letto, mentre guardiamo una puntata dei griffin in steaming.
Poi cerchiamo un rimedio a questa influenza del cavolo.
Mi mangio un cucchiaio di miele, bevo del the caldo, Lily mi prepara una decotto per fare i fumenti, ci versa anche dentro dell'iolo 31 che, sia sa, fa sempre bene.
Andiamo a letto che è comunque tardi.
Al piano di sotto Tone, il padrone di casa, russa della grossa.
La televisione è accesa e io fatico a prendere sonno.
Non respiro, il "letto" è davvero scomodo, mi domando ancora che sia passato per la testa di Saja... e chissà... se mi rimborsano la tessera della palestra... dovrei anche andare a comprare le lenti... domani... o forse lunedì...



