domenica 30 ottobre 2011

Predvčerajšnjim

Sto cercando di imparare lo Sloveno.
E' un'impresa impossibile, temo che dovrò accontentarmi di riconoscere i numeri fino all'otto.
Che si dice OSEM!
E non ha nulla a che fare con "awesome".
Quindi sarebbe il caso di smetterla di pensare che ci stiano facendo dei complimenti ad ogni ripetizione di addominali!

Da giovedì sono cambiate molte cose.
Inannzitutto mi sono iscritta in palestra!
Sono un'idiota. Lo so.
Sono uscita di casa di buon'ora, e mi sono avviata alla palestrina appena 100 metri piu' in là, dove anche Saja insegna orientale.
Cerco di capire qualcosa sulle iscrizioni, poi decido di domandare direttamente a qualcuno.
La ragazza alla reception mi assicura che l'insegnante di Pilates parla inglese e che sicuramente mi potrà seguire.
Che faccio? Mi fido?
La mattina non ho molto da fare, la mia coinquilina dorme sempre fino all'una, io mi annoio.
E poi Pilates fa bene... Massì. Iscriviamoci.
Un mese di entrate mattutine costa appena 36 euro. Non mi sembra eccessivo.
Così pago, prendo la mia nuova tesserina e saluto.
Comincerò da domani.
Prima di tornare a casa mi fermo a comprare dell'acqua.
Ovviamente quando la apro, e solo dopo, scopro che è gasata.
Niente fa fare, lo sloveno mi è proprio ostico.
Mangio anche un gelato confezionato, tipo Magnum alle mandorle. Scopro che e' terribile.
Non ci provero' mai piu'.
Recupero ancora due tappetini da Yoga in un negozietto di articoli sportivi e compro una piccola orchidea rosa da portare in segno di pace alla mia coinquilina.
Ovviamente al mio rientro non la trovo in casa.
Le scrivo un biglietto nel quale la ringrazio per l'ospitalità e dove le propongo la possibilità di aiutarci a vicenda con le spese e tutto il resto.
Insomma, mi sto offrendo, ancora una volta, di pagare il mio corrispettivo per l'utilizzo della casa!
Lascio il post-it sul suo mac, ne aggiungo uno dove mi scuso per l'acqua gasata, e raggiungo Lily a lezione.

Come al solito ci si distrugge.
Il giovedì abbiamo il Livello Base e Tecnica generale.
La preparazione in stile militare pero' rimane la stessa.
Comincio anche a farci l'abitudine.
Passano queste tre ore meravigliose di shimmy iperveloci senza che neppure che ne accorgiamo, poi io e Lily ci guardiamo in faccia: "si va da Fresco?".
Ovvio che sì!
Arriviamo al ristorante che manca mezz'ora alla chiusura, facciamo gli occhietti dolci, ci fanno entrare.
Ordiniamo due pizze da dividerci, due birre e due caffè.
Usciamo da lì dentro che neppure riusciamo a muoverci.
Non si capisce bene se sia colpa della stanchezza o della pizza che ogni giorno sembra diventare piu' grande di quello precedente.
Ci salutiamo e torniamo ognuna a casa "propria".

Sul letto trovo Saja.
Mi saluta, poi torna al suo mac.
Mi domando se abbia visto l'orchidea e letto il messaggio.
Tempo di togliermi il cappotto e le scarpe ed ecco che mi arriva la risposta:
"Mi dispiace, ma non è possibile, domani vengono per dipingermi le pareti e dobbiamo liberare la casa".
Uhm. Non so se ho capito bene.
Sapevo che nel week-end avremmo dovuto trovarci una sistemazione alternativa, per via della vernice e tutto il resto...
Ma che significa " mi spiace, non è possibile"?
Intenderà mica la proposta di pagarle l'affitto?
Non mi  starà dicendo che devo uscire e non devo piu' rientrare?
Per caso mi sta buttando fuori di casa???!?!?

ESATTAMENTE!
Per sicurezza me ne accerto: "quindi devo andarmene, mh, tipo domani?" le chiedo.
Non risponde, si limita a guardarmi con un'espressione che puo' voler dire soltanto "mi sa proprio di sì".
E qui si conclude la conversazione.

Rimango basita.
Chiamo Lily, sono tristissima. A bassa voce, fitto fitto, le racconto cosa è successo, tanto la mia coinquilina-ancora-per-poco non capisce, e cerchiamo insieme di trovare una soluzione.
Lei chiede al suo padrone di casa se puo' ospitarmi, vista l'urgenza.
Lui risponde di si.
Mi tranquillizzo un po', ma ancora non riesco a capacitarmi di quello che è successo.
Comincio a passare in rassegna questa neanche settimana passata in casa: cosa posso aver fatto che non va?
E' stato forse quando ho pulito il bagno? O quando ho riordinato la cucina?
Forse non è stato di suo gradimento il mio cercare di tenere tutto in ordine e dare il minor fastidio possibile? O forse non le piaccio semplicemtne e basta?
Mi addormento a fatica.
Anzi no. Non dormo per nulla.

Alle 6 di mattina sono ancora lì che mi guardo intorno.
Vedo spegnersi il lampione fuori dalla mia finestra e sorgere il sole.
Decido di uscire, ho una lezione di pilates alle 7.
Mi vesto velocemente, cerco di fare meno rumore possibile.
Sono un po' raffreddata e muoio letteralmente di sonno.

Alla lezione di Pilates l'insegnante mi guarda male. Non ha nessuna intenzione di tradurre tutto per me.
Posso capire, pero' che palle!
Cerco di seguire, ma no, è impossibile. Ho l'impressione di star perdendo qualche dettaglio fondamentale sulla faccenda della Power House e robe simili.
Esco di lì che sono ancora piu' depressa.
Provero' a richiedere indietro i soldi.
Domani magari...

Torno a casa, la biondina dorme ancora.
Sto mezz'oretta sul letto ad ascoltarmi la musica. Muoio di sonno ma non riesco a pensare di dormire.
Devo fare le valige e spostarmida Lily.
Vorrei solo che lei uscisse così posso muovermi.
Mi sembra di camminare sulle uova.

Eccola qui, la mia macchiolina nell'oceano!

Cerco di pensare in positivo, ma cominciano a bussare alla porta le paranoie.
Esco di nuovo.
Vado a comprarmi degli stivali per la pioggia.
Spendo troppo e forse non mi picciono neanche piu' di tanto.
Pazienza.
Vado anche da un ottico, mi faccio fare una visita, provo a prendere delle lenti a contatto.
Per la prima volta, in vita mia, qui in Slovenia, decido di averne abbastanza degli occhiali.

Giro ancora un po' a vuoto. Poi rientro.
Saja non c'è. Perfetto!

Rifaccio le valige alla velocità della luce. Non so come ma riesco a farci stare tutto senza preoccuparmi di piegare per bene, semplicemente ammasso le cose l'una sull'altra, poi mi ci siedo sopra e via!
Sono pronta.
Trolley, zaino, borsa del computer e spesa in sacchetti di plastica che avranno ancora vita breve.
Chiamo Lily. Mi ha detto che mi darà una mano per il trasloco.
Arriva verso le tre.

Il tragitto da una casa all'altra per fortuna è breve, ma io muoio attaccata a quella valigia.
E' troppo pesante!
Due raggi di sole si affacciano, comincia anche a far caldo. Sto sudando.
Mi metterei a piangere.

Arrivate a "Casa II" ci aspettano 4 rampe di scale.
Non ci avevamo pensato!!!
Facciamo due giri. Lily mi cristona dietro. Ha ragione.
Forse è il caso di rispedire qualcosa a casa, che diamine mi sono portata dietro???
Vero è che valutavo l'ipotesi dei 4 mesi... pero' ho davvero esagerato.

Il soppalco dove fino ad ora ha dormito Lily si trasforma in poco tempo in un accampamento rom.
Il padrone di casa mi porta un tappetino da Yoga, di quelli pieghevoli e un po' piu' spessi, con tanto di cuscino. Cuscino... diciamo che la forma è quella.
Ammasso tre o quattro coperte l'una sull'altra, stendo il mio sacco a pelo e mi accascio sulla moquette.

Sono stanchissima, raffreddata, triste e nervosa.
Scrivo un messaggio a Saja. Ho ancora le sue chiavi di casa. La ringrazio di tutto, le spiego dove sono e le dico che ci vediamo a lezione, così le restituisco tutto.
Non risponde.
Non risponderà mai.
Che stronza!


E' venerdi sera.
Io vorrei dormire, ma Lily aspettava di andare a ballare salsa da una settimana intera.
Abbiamo trovato un localino carino dove promettono la serata latina ogni Venerdì, così ci vestiamo ed usciamo.
Arriviamo all'Orinoco che sono le 10.
Dentro non c'è nessuno, fuori comincia a fare freddino e forse spioviggina anche un po'.
Una torta ai frutti di bosco ci fa l'occhiolino dalla vetrina del frigo del bar, ne ordiniamo una fetta insieme ad una Coca e dell'acqua.
Ci sediamo fuori e aspettiamo. Per le 11 dovrebbe iniziare la "festa"

Non c'è molta gente, e soprattutto non sembra gente predisposta ai balli latini.
Rimaniamo a lungo a fissare la pista vuota dove un bambino di 10 anni cerca di imitare i ballerini di break-dance e rischia di rompersi una gamba ogni dieci minuti.
Pero' ha stile! Se continua così diventerà sicuramente qualcuno. Ammesso che non si distrugga del tutto, prima.

E' mezzanotte e ancora nessuno balla, pero' il locale sta cominciando a riempirsi un po'.
Arriva una tavolata di Cubani. Belle donne dalle forme importanti accompagnate da uomini in pantaloni larghi e scarpe bianche, carucci, ma un po' bassini...

Iniziamo a riscaldarci. Qualcuno entra in pista.
Parte qualche salsa, intramezzata con un reggaeton o una bachata.
Ci invitano a ballare dopo un bel po', ma finalmente cominciamo a divertirci.
Qualche cavaliere ci delude un po', il senso del ritmo non sembra essere una peculiarità necessaria.
Balliamo fino alle due, conosciamo Mare.

Il suo vero nome non lo abbiamo proprio capito.
Sta di fatto che è davvero caruccio, e balla molto bene.
Quando usciamo per tornare a casa, lui ci invita per due chiacchiere ed una sigaretta.
Ci mettiamo a parlare. Per l'esattezza ricostruiamo Babilonia.
Inglese, sloveno, spagnolo, italiano e portoghese in un'unica conversazione.
Ci invita a bere qualcosa a Metelkova. Noi odiamo Metelkova.
Pero' lui insiste, ed è così carino...
Finiamo con l'accettare.
Insieme a noi viene anche Miha. Un biondino rubicondo, che a primo acchito ci sa tanto di crucco-misto-rumeno poco rassicurante.
Ci offrono un passaggio in macchina. Io e Lily rifiutiamo.
Ci incontriamo davanti a Metelkova tipo... 5 metri piu' in là!

Beviamo una birra e parliamo. Parliamo davvero!
In 5 lingue differenti riusciamo a spiegare cosa facciamo qui in slovenia, dove abitiamo, cosa ci è successo in questi giorni, e riusciamo a capire che Mare è qui da 5 anni, per studiare Baseball e che Miha lavora presso una ditta di occhiali, che ha una ragazza cubana che vive a Venezia, che è vegetariano e che vuole portarci a mangiare spaghetti a casa sua...
Cosa?!?
Aspetta, stiamo esagerando.

Con grazia ci divincoliamo, ci facciamo riaccompagnare a casa e li salutiamo.
Arriviamo al soppalco che sono quasi le 5.
Ci siamo divertite come due matte, e siamo anche stupite di aver trovato due così gentiluomini.
Il tempo di prepararci per la notte e ci arriva un messaggio: ci chiedono se siamo sane e salve... che carini!

Sabato mattina ci svegliamo che è pomeriggio.
Ci hanno invitate a pranzo, di nuovo a casa di Miha.
Io e Lily ci guardiamo. Mh, magari anche no!
Proponiamo di vederci al "Petite Cafè".
Ci prepariamo con una lentezza estenuante. Insieme siamo pessime.
Casiniste e lente. Un'accoppiata da film horror.
Mettiamoci in mezzo anche la mia prima volta con le lenti a contatto (pensavo di cavarmela molto, ma molto peggio!)...
...arriviamo all'appuntamento che sono le 4. Abbiamo una fame nera. Loro hanno già mangiato.

Ordiniamo una zuppa, poi una torta. Poi un caffè.
Loro ci pagano il conto. (Ovviamente!)
Passiamo insieme ancora un'oretta durante la quale riescono a dirci che sono rimasti stupiti dal fatto che siamo le stesse di ieri sera. Anzi, che siamo ancora piu' belle!
Ovviamente è un complimento.
Io scoppio a ridere. Non devono essersela sempre passata bene...

Ci lasciamo che sono le 7.
Io devo pagare il padrone di casa, mi spiega che entro una settimana forse entrambe riusciremo ad avere una stanza, perchè Maya, una delle altre ragazze che vivono qui, se ne adrà presto.
(Maya avrò modo di conoscerla poco dopo: ha la mamma malata di cancro e non se la sta passando troppo bene.)
Saluto 150 euro e mi ritiro nel tugurio con Lily.

Sono infreddolita e raffreddata. Forse ho anche la febbre.
I due fanciulli ci hanno invitate fuori di nuovo, ma proprio non ho voglia di uscire.
Nè di mangiare.
Mi attacco alla scatola dei cereali mentre Lily finisce un pomodoro con del prosciutto, entrambe sedute sul suo letto, mentre guardiamo una puntata dei griffin in steaming.
Poi cerchiamo un rimedio a questa influenza del cavolo.
Mi mangio un cucchiaio di miele, bevo del the caldo, Lily mi prepara una decotto per fare i fumenti, ci versa anche dentro dell'iolo 31 che, sia sa, fa sempre bene.

Andiamo a letto che è comunque tardi.
Al piano di sotto Tone, il padrone di casa, russa della grossa.
La televisione è accesa e io fatico a prendere sonno.
Non respiro, il "letto" è davvero scomodo, mi domando ancora che sia passato per la testa di Saja... e chissà... se mi rimborsano la tessera della palestra... dovrei anche andare a comprare le lenti... domani... o forse lunedì...

giovedì 27 ottobre 2011

Aggiornamenti Infrasettimanali


Come temevo, non sono in grado di tenere un blog con un po' di costanza...
Chiedo scusa ai miei, in primis, perchè non riesco mai a farmi sentire.
Chiamare da qui è una bella botta di vita e farmi un numero sloveno implicherebbe comprarsi anche un cellulare sloveno... Non credo sia il caso!
E poi a tutti i miei amici ai quali non ho risposto per messaggio. Sono stata due giorni senza credito e qualcuno temo di essermelo dimenticata.

Ok, scuse fatte :P

Dunque, SONO COMINCIATE LE LEZIONI!!!
Lunedì è stata una giornata parecchio lunga.
Io e Lily stiamo cercando di trovarci un appartamentino dove andare a vivere insieme per questi due mesi, ma l'impresa è piu' ardua di quanto non potessimo immaginare.
Passiamo le mattinate su internet, a tradurre annunci con Google e chiamare gente che; se capisce, non sa rispondere, se sa rispondere di solito non capisce cosa gli viene chiesto ( ed è colpa mia, lo ammetto), oppure butta direttamente giu' il telefono non appena sente parlare in inglese.
Che gente ansiosa!!!
Avremo provato a chiamare una 30ina di numeri, niente da fare!
Tutto già affitatto, o troppo lontano, o troppo caro...
Temo finiremo tutt'e due a dividerci il soppalco.
La ragazza che mi ospita non la vedo quasi mai, ho l'impressione di essere di troppo in una casa dove non mi è concesso di pagare nulla.
Lo so che sono fortunata! Ho un posto dove stare gratis, ma è come sentirsi perennemente ospiti ed in difetto. Non è una bella sensazione, credetemi!
Preferirei pagare ma avere il sacrosanto diritto di stendermi il bucato e lasciarlo ad asciugare!

Coinquilina metallara a parte, c'è un'altra cosa che mi è oscura di questa città.
La gente, di notte, dove va a finire???
I club sono semideserti, dopo le 10 trovare qualcosa da mangiare diventa praticamente impossibile e per le vie del centro puoi non incontrare nessuno per metri e metri.
Raccappezarsi con le linee dei pullman, poi...
Sono già troppe sere che finiamo chiuse in qualche bettola a consolarci così:

Da circa tre giorni io e Lily cerchiamo di comprarci un paio di scarpe.
Le mie sono completamente bucate, le sue troppo leggere.
Non so come, ma siamo riuscite a raggiungere il famoso BTC.
Il piu' grande centro commerciale di Lubiana.
E dell'intera Europa, a quanto pare.
Metri e metri di enormi capannoni formano una City dello shopping e se vuoi raggiungere i negozi in bus, devi sapere bene a che fermata scendere.
Noi, ovviamente ci siamo perse.
Le scarpe non le abbiamo trovate, in compenso siamo riuscite a comprare quelle due cosette che ci mancavano (come piatti di plastica - perchè quelli in ceramica la mia coinquilina li usa per dare da mangiare al cane - forchette, pentolini e quant'altro...) e a mangiarci un cono di caldarroste passeggiando sotto due timidi raggi di sole sbucati appena prima del tramonto.
Alle 6 avevamo il primo appuntamento per vedere una casa, e siccome non sapevamo assolutamente dove fosse la zona, abbiamo deciso di prendere un taxi.
Ultimamente abbiamo questo piccolo vizio: ci perdiamo e chiamiamo un taxi.
Grazie alla guida sportiva del taxista siamo arrivate in tempo all'appuntamento.
Ora, immaginatevi: noi due, di fronte ad una casa, al numero civico di una via della quale nemmeno se ci impegnassimo con tutte noi stesse riusciremmo a pronunciarne il nome ad aspettare l'agente immobiliare.
Ci sentiamo già un tantino sperse di nostro...
Non fosse che, da un angolo della strada, ci spunta il "Gabbiano Jhonatan" meglio conosciuto come Sebastjan.
Cappello da Indiana Jhones in testa, lungo spolverino color cachi, valigetta sotto braccio e due occhialetti tondi.
Costui dovrebbe trovarci casa. Okey!!!
L'appartamento che ci fa vedere è grande, ma troppo costoso e comunque la signora non accetterebbe un affitto di soli due mesi.
Mentre usciamo cerco di spiegare al sig. Gabbiano che ci servirebbe qualcosa di un po' piu' specifico, meno caro, vicino al centro, con due stanze, senza spese aggiuntive.
Se lavora come si veste, dovrebbe riuscire nell'impresa!!
Ci invita a bere qualcosa, per fare due chiacchiere e capire meglio come organizzarsi per la ricerca dell'appartamento (il conto lo pagheremo noi, alla fine!)
Scopriamo che è un ex-fotografo/scrittore/artista/agente immobiliare.
Ci propone una ricerca fuori agenzia, prende i nostri contatti, fa un sacco il casca morto, ma si rende conto di essere un tantino ridicolo.
Chiacchieriamo un po' e poi ci salutiamo.
Io e Lily rimaniamo perplesse, ma ammetto che in noi si è riaccesa la speranza: Sebastjan ci promette di mandarci una marea di informazioni domani!
Andiamo a pagare il conto e ci rifacciamo un po' gli occhi col cameriere del bar.
Promettiamo di ritornarci.
Magari vestite meglio.

Facciamo cena da Fresco: io ordino polpettine di soya, verdure e patatine, Lily un bel piatto di agnolotti al tonno.
Ci beviamo un calice di rosso, un caffè e poi tentiamo di passare una serata decente per le vie di Lubiana.
Niente da fare.
Finiamo di nuovo dentro un taxi. Poi in un pullman che non sappiamo bene dove va a finire. Non capiamo come ma ci ritroviamo nel mio appartamento ( che poi non è mio affatto)  a sentire musica, guardare video, parlare di danza e cose così.
Si fa l'una.
Domani cominciano le lezioni, bisogna riposarsi!!
Accompagno Lily ad un taxi, mi fumo una sigaretta e rientro a casa.

Ovviamente, Martedì, prima delle 11 non sono in piedi.
Saja ha dormito fuori tutta la notte e ancora non è rientrata.
Mi faccio una doccia, sistemo due cose e aspetto he Lily mi chiami.
Dovevamo vederci per pranzo, ma si è svegliata troppo tardi, così la lascio tranquilla e ne approfitto per farmi un giretto da sola in centro.
Passeggio lungo le vie di Lubiana avvolta in un maglione di lana verde petrolio, caldissimo e morbidissimo.
Incrocio un mercato e perdo un po' di tempo fra le bancarelle, senza comprare nulla se non due confezioni di incenso indiano che sembra avere davvero un buon profumo.
Dietro la confezione è riportato l "Hare Kṛṣṇa". 

Ricordo gli ultimi incontri di Reiki che ho fatto a casa.
Quanto tempo sembra essere passato!
Continuo a camminare e mi perdo nella periferia, torno indietro e attraverso non so quanti ponti.
Faccio qualche foto a due cigni, mi compro un altro cono di caldarroste, bazzico in qualche negozietto etnico e rientro a casa.

Saja è sul letto. Cerco di chiacchierare un po' con lei, ma non capisco se non ne ha voglia, se è stanca, se si è stufata di parlare in inglese e tentare di capirmi...
Speravo in una compagna un po' più... compagnosa!
Pazienza.


Mi cambio, prendo i vestiti per danza e raggiungo Lily.
E' alla fermata del bus che mi aspetta.
Passiamo insieme le ultime de ore prima di lezione, sistemandoci i capelli chiuse nel bagno del suo appartamento, con il telefonino che manda musica brasiliana.
Chiacchieriamo, ridiamo e finalmente partiamo.

Ore 19.00.
Prima lezione di Tribal Fusion con Manca!
Non ci posso credere.
La sala è piena di ragazze bellissime ( tutte alte, magre chiare e bionde, tanto per sentirsi meglio), Manca è al fondo che sistema la musica.
Vado a salutarla.
Non ci posso credere!!

Scambiamo due parole veloci e poi iniziano le tre ore di lezione.
Non ci posso credere...

Trascorrono appena 10 minuti e penso che morirò a breve.
La prima mezz'ora la passiamo a saltare come galline impazzite, a fare shimmy e combinazioni superveloci coi piedi. La sezione di Yoga è ad un livello tale che il mio cd di "starbene" neppure si immaginerebbe e gli ADDOMINALI sono tanti, troppi, in tutte le salse.

Domani avro' dolori atroci.
La prima lezione è il Livello Avanzato.
La sequenza è splendida, ma iperveloce e finisce con dozzina di spins alla velocità della luce.

Non so come faccio a non vomitare alla fine di tutto questo.
Sulle prime fatico un pò, poi ingrano.

NON CI POSSO CREDERE!
Finisce la lezione, riesco a fare tutta la sequenza e sono ancora viva!
E' una soddisfazione.

Cinque minuti di pausa, e tutto rincomincia daccapo.
Sembra un incubo!
Questa volta siamo al Mixed Level, ma questo non significa che l'inizio sia meno arduo: così doppia dose di salti, di shimmy, di cose varie e, soprattutto, DOPPIA DOSE DI ADDOMINALI!
Ecco. 

Adesso muoio.
La sala è strapiena di gente. Saremo il triplo rispetto a prima.
Si segue a fatica e oltretutto, si segue in sloveno!!
Cerco di stare dietro per quel che posso, ma la coreografia è già iniziata e se non riesco a vedere Manca, dalle mie compagne non riesco a capire assolutamente quali movimenti debba fare.
C'è di tutto un po' intorno a me, dalla ragazzina di 15 anni alla signora di 50.
Un crogiuolo di donne danzanti (piu' o meno...)
Quando tutto finisce, sono distrutta, ho una fame nera e voglio solo farmi una doccia.

Prima pero' mi fermo a parlare con Manca, che si diverte a cercare di parlarmi in italiano e mi riempie di numeri di telefono di gente da chiamare, di indirizzi utili, di consigli su spettacoli da andare a vedere e cose così.
Esco da lì dentro che sono completamente stordita.
Lily mi accompagna al pullman, lei torna a casa in bici.
Come ne vorrei una anche io...
A casa faccio giusto in tempo a mangiarmi un'insalata.

Poi muoio dritta distesa e non mi rialzo piu' fino al mattino dopo.

Il mattino dopo è stato oggi.

Saremmo dovute andare al "Petite Caffè"  a scroccare la connessione wi-fi, ordinare una tisana e rimetterci alla cerca della casa.
Ma siamo finite di nuovo sul palchetto del mio appartamento, a mangiare cous-cous in brodo e telefonare a chiunque.
Niente da fare. Questa casa proprio non la troviamo!
Guardiamo ancora qualche video. 

Fuori piove da ieri sera, è tutto grigio e sembra fare un gran freddo.
Ci beviamo un tè, poi Lily mi insegna il pezzo di coreografia che mi manca, chissà perchè mi viene voglia di fare del reiki. La uso come cavia. Lei si addormenta e io mi  preparo per uscire.


Oggi dobbiamo andare a Kamnik a seguire la lezione. 
E' un paese appena dopo Lubiana, ma in treno ci va quasi un'ora.
Decidiamo di uscire un po' prima, sfidando la pioggia, e andarci a bere una tazza di cioccolata calda.
Non appena mettiamo piede in strada i nostri programmi subiscono un cambiamento brusco e repentino.
Abbiamo, assolutamente, bisogno di un paio di stivali!

E di un ombrello!!!!
Il secondo lo troviamo quasi subito, per poco piu' di 5 euro.
In compenso giriamo come delle matte per quasi un'ora, entrando in ogni minuscolo negozietto che venda scarpe.
Ho i piedi completamente zuppi, le rane mi fanno compagnia e muoio di freddo.
Lily prende una culata mastodontica uscendo da un negozio.

Non troviamo neppure un paio di scarpe che faccia al caso nostro (e che costi meno di 60 euro ovviamente).
Arriviamo a piedi in stazione che siamo distrutte.

Affrante, affamate, dolenti e bagnate fradice.
Cerchiamo di capire come andare e tornare da Kamnik. 

I collegamenti fanno un po' schifo.
Optiamo per l'andata in treno ed il ritorno in bus.
Mangiamo un Kebab, inrociamo le dita e partiamo.


La stazione è carinissima: non c'è sottopasso, così devi attraversare i binari per raggiungere il tuo.
E' una cosa che non vedevo fare da un sacco di tempo!!!
Prendiamo questo trenino tutto lindo e pulito. Spazioso e colorato. Silenziosissimo.
Sembra di stare in pullman, ed effettivamente alcune fermate sono proprio sulla strada, senza che vi sia stazione o nulla del genere intorno.
Non sappiamo dove scendere, così chiediamo ad una signora gentilissima che ci aiuta a capire.

Ci mettiamo circa 40 minuti.
Io sprofondo nel sonno.
Fuori non accenna a smettere di piovere.


Arriviamo a Kamnik un'ora prima della lezione.

Mi chiedo ancora perchè ci sia venuta voglia di un caffè!?
Entriamo in un piccolo bar, dove un vecchio stralunato blatera a non finire incurante delle occhiatacce dei padroni, ed ordiniamo due espressi.
Plastica fusa in tazza piccola in arrivo!
La cosa peggiore che io abbia mai bevuto. Neppure con due bustine di zucchero si migliora la situazione!
Non voglio offendere la ragazza, che e' stata tanto gentile nel cercare di darmi qualche informazione sul pullman del ritorno, così tappo il naso e butto giù tutto d'un fiato.

Pago, esco fuori e cerco di togliermi quel saporaccio con una sigaretta.
Manca mezz'ora alla lezione, ma fuori fa troppo freddo, così decidiamo di entrare.

La palestra ha solo una sala, dentro c'è lezione di Zumba e alla reception non c'è nessuno.
Gli spogliatoi sono chiusi e non ci rimane altro da fare che sederci, stile sala d'aspetto, e... aspettare.


Ci mettiamo a ballare nel piccolo corridoio verde. Tutta l'acqua che abbiamo preso oggi deve averci fatto marcire il cervello.
Facciamo due foto, chiacchieriamo un po', poi finalmente arrivano tutte!
Qui sono puntualissime! Se la lezione inizia alle 8 nessuno arriva 5 minuti prima nè 5 minuti dopo!
In due secondi sono tutte in sala. 



Rincomincia la lezione.
Gli addominali sono una tortura, ma le gambe vanno già meglio di ieri sera.
Siamo in poche, la sala è molto intima, piena di specchi.

Mi diverto da matti.
Non capire la lingua puo' essere fastidioso, d'altro canto non ho nulla a cui pensare se non all'esercizio che mi è dato da fare.

Mi ritiro in me stessa e mi godo questa mezz'ora di yoga. 
Respiro. Mi ascolto. Mi rilasso. Sorrido.
La lezione va avanti bene, sono piu' rilassata di ieri. E poi tutte mi sorridono!
Manca è splendida, passa a correggerci una per una.
A Lily cerca di parlare in sloveno,  poi vede la sua espressione e si mette a ridere. 

Traduce tutto in inglese. 
Poi per sicurezza ripete in italiano.
E' uno spasso!
Alla fine della lezione mi ritrovo a parlare con Nina, una signora che ha già la sua età ma non si lascia per nulla intimidire!
E' di Lubiana, ci propone di darci un passaggio per le prossime volte.

Che fortuna!
Capisce l'italiano, parla un po' di spagnolo. 

Con l'inglese colmiamo le lacune.

Manca ci riaccompagna a casa.
In macchina chiacchieriamo un po' di tutto; dalle lezioni private, ai viaggi in Italia, ai ragazzi che non abbiamo.

Colta da pietà nei miei confronti finisce per ritrovarsi a scrivere sulla mia agendina i nomi di tutti i locali del centro dove è sicuro che trovero' qualcuno.
L'ha presa davvero a cuore, ormai è una missione!
Ci lascia ad un semaforo rosso in mezzo ad un incrocio.
Piove da far schifo, non siamo sicure di aver capito dove siamo.

Per circa 15 minuti aspettiamo  da sole, poi arriva finalmente il 6, e con esso Dorotea.

Dorotea è di Lubiana, fa la cuoca in un Hotel e sta rientrando ora da lavoro. 

Ha il papà napoletano e per questo parla perfettamente in italiano.
Ci mettiamo a chiacchierare su un pullman gremito di ragazzi urlanti. 

Ci spiega che c'è un party universitario poco piu' avanti, e in effetti scendono tutti alla quarta fermata.
Lily scende un poco dopo.
Io scendo con Dorotea davanti a casa.
Ci scambiamo il numero. 
Chissà che non riusciamo ad organizzarci una serata decente?

A casa Saja non c'è. Vorrei una pasta, ma non ho voglia di cucinare. Mi preparo un'insalata veloce.
Ho finito sia il pane che le gallette. Così l'accompagno coi "Tuc" alla Paprika avanzati dal viaggio in pullman da Torino.

Il mix non è dei migliori.
Credo di avere un po' di gastrite.

E' l'una meno venti.

Fuori piove ancora, e ho di nuovo fame.
E' stata una giornata splendida.

Domani si balla ancora!


domenica 23 ottobre 2011

LET ME IN!

Che giornata pazzesca!
Vi ho lasciati prima di uscire per il pranzo.
Non lo avessi mai fatto... mi sarei persa ore di incredibili e mirabolanti peripezie!

Innanzi tutto, ho cercato di contattare Saja prima di lasciare l'appartamento.
Sono senza chiavi, non posso chiudere la porta d'ingresso e, cosa assai peggiore, non posso riaprire il portone esterno nel caso volessi rientrare.
Saja ovviamente non risponde. Non ho ancora capito se paga qualcosa anche lei quando la chiamo: diverse volte mi chiude la telefonata per poi richiamarmi. Dovro' procurarmi un numero sloveno.

Sono un po' preoccupata - ma la fame vince su tutto - quindi mi tiro dietro la porta e tanti saluti.
Finalmente conosco Lily di persona!
Non ci mettiamo neppure un minuto a sintonizzarci sulla stessa onda e dalle due del pomeriggio alle due di notte chiacchieriamo senza sosta di qualsiasi cosa ci passi per la mente.
Lei è qui già da tre settimane e conosce abbastanza bene la città; mi porta a mangiare in un posticino veramente carino dove servono ottime zuppe a poco più di 3 euro.
Ne ordiniamo due. Io non riesco a decifrare il menù, quindi mi fido della sua scelta. Mi sembra una personcina dagli ottimi gusti!
Con una lentezza straordinaria, per i miei canoni, ripuliamo le ciotole di coccio e sterminiamo, una ad una, una vassoiata di patatine fritte con relativa salsa d'accompagnamento (non siamo riuscite a capire se fosse senape o mayonese, probabilmente un mix di entrambe: una Mayosenape).

Chiacchieriamo un po' davanti ad un caffe, si fanno le tre del pomeriggio.
Saja avrebbe già dovuto farsi viva da un bel po'. Le mando un messaggio. Lei mi richiama.
Le spiego che sono uscita a mangiare qualcosa,  che adesso sono in centro con Lily e che, ovviamente, la porta di casa è rimasta aperta.
Come avevo immaginato, la cosa non le piace affatto. Mi sembra arrabbiata e spaventata allo stesso tempo.
Decidiamo di rientrare a casa; saja mi die che sta tornando indietro così penso di incrociarla per chiarirmi con lei, e chiederle scusa anche, sebbene in fondo non abbia fatto nulla di così grave.
Non è di certo colpa mia se le sue "due" ore in realtà sono diventate cinque.
Arriviamo sotto casa, ma non c'è nessuno ad aprirci la porta. Saja non è ancora arrivata. E non arriverà per un bel po'.
Io e Lily ci sediamo sul marmo di una vetrina di un negozio sotto le finestre di casa. Si gela, ma per strada c'è gente in pantaloncini e maglietta che corre per una specie di maratona che passa attraverso l'intera città.
Credo di cominciare a capire il perchè del ritardo di Saja. E mi rassegno anche al fatto che passerà ancora un bel po' di tempo prima che mi raggiunga.
Dopo piu' di un'ora, durante la quale io e Lily abbiamo cercato di fare di tutto; cose come parlare,  farci foto, commentare i ragazzi che ci passavano accanto e tentare di farci aprire da qualche vicino poco predisposto alla causa, decido di chiamare Saja.
"Shit! Are u waiting for me?" Mi chiede.
Vorrei mangiarmela viva!
Ma arriva poco dopo con una copia delle chiavi tutta per me, quindi mi faccio passare il nervoso e cerco di capire se anche a lei è andata giu' la storia dell aporta aperta.


Tutto a posto, a quanto pare!
Così saliamo in casa. Ci beviamo un thè caldo e usciamo di nuovo. Io, Lily ed il mio nuovo mazzo di chiavi!
Giriamo un po' per la città, cercando un negozio aperto per fare un po' di spesa.
E' assurdo! Qui il sababto e la domenica è TUTTO chiuso!!!!
Troviamo solo un centro commerciale aperto: ha sei piani, vende abiti di calvin klein, profumi, trucchi, scarpe e borse che non scendono sotto i 60 euro al pezzo.
Cominciamo a temere di non poterci permettere neppure un tozz di pane...
Ad ogni buon conto scendiamo al primo piano e facciamo un giro fra gli scaffali degli alimentari.
Troviamo alimenti per celiachi, alimenti bio, alimenti meno bio, schifezze vere e proprie!C'è tutto e ci sono tutti i prezzi!
Peccato che non si capisca come è sistemata la merce.
Puoi trovare cereali accanto alla pasta, così come ritrovarne accanto ai detersivi o vicino alle riviste accanto alla cassa.
Per comparare i prezzi e scegliere cosa comprare devi seguire una sorta di  tracciato immaginario, tornare indietro piu' volte, studiarti un piano d'azione, insomma!!
Ho optato per il prendere la prima cosa che trovo e portarmela nel carrello fintanto che non trovi qualcos'altro di simile ad un minor prezzo. A quel punto elimino il primo articolo e lo sostituisco col secondo... fintanto che non ne trovi un terzo ancora piu' conveniente... e così via. Fino alla fine.
Siamo rimaste dentro circa 3 ore.
Da non creerci!
In due, con tre borse pesantissime, ci avviamo nuovamente verso casa mia.
Abbimo deciso di andare a mangiarci una pizza per cena, e di raggiungere Saja, in tarda serata, al Metelkova City che pare essere la zona piu' underground popolata dalla meglio gioventu' lubianese.
Ci trasciniamo per le vie del centro con una borsa  e mezzo a testa, ci mettiamo un po', anche perchè due ragazzi svizzeri, in bicicletta, ci chiedono di far loro una foto. E poi ci chiedono di dove siamo. poi ci chiedono perchè siamo qui. Poi ci chiedono.... insomma. In qualche modo dobbiamo far capire loro che non siamo troppo interessate all'articolo, quindi ci dileguiamo elegantemente, zoppicando con le nostre borse stracolme.
Arriviamo a casa e superiamo il primo portoncino che ci separa dal cortile esterno. Prendo le chiavi di casa e, con decisione, le provo una ad una, fintanto che non trovi quella giusta.
Ne ho tre, non dovrei metterci molto.
Eppure passano 10 minuti, e ancora non siamo riuscite ad entrare.
Sono le 17 del pomeriggio, fa freddo, forse viene anche a piovere e le chiavi di casa NON FUNZIONANO!
Credo di aver invocato tutti i santi del calendario prima di chiamare di nuovo Saja ed vvisarla di questo piccolo problema.
Spero sia nei paraggi, così puo' venirmi ad aiutare, ma ovviamente è dall'altra parte della città, nel suo vecchio appartamento, che si fa una doccia e si lava i vestiti.
Prima delle 19,30 non puo' essere qui.
Guardo Lily e lei scoppia a ridere.
Devo avere un'espressione davvero disperata!

Ci sediamo per terra, come due profughe, e facciamo merenda con una macedonia di frutta in plastica, asprissima.
Ci facciamo qualche altra foto, riproviamo a scassinare la porta. Citofoniamo a tutti i campanelli e saggiamo la proverbiale ospitalità slovena. Nessuno ci viene in aiuto.
E dire che basterebbe superare solo quella soglia...
Alle sei e mezza comincia a piovere. Non possiamo rimanere qui ancora un'ora!
Così decisiamo di prendere un pullman e andare a casa di Lily per posare la sua roba esistemarci un po' per la serata.
Non ci sono biglietterie aperte, solo un cassa automatica che dispensa schede magnetiche per usufruire dei mezzi. Come sono avanti!
Ne compro una, 2 euro appena, sono stupita.
Ed infatti non posso salire! La scheda va ricaricata, altrimenti niente corsa!!!
Questo lo capisco solo dopo qualche goffo tentativo, sia da parte mia che da parte del conducente, di farsi capire.
Mi abbuona la corsa, forse perchè non sa come dirmi che dovrei scendere, ricaricare la tessera e aspettare per il prossimo pullman.
Meglio così!
Due fermate e siamo da Lily. Finalmente vedo questo famoso soppalco in cui è finita!
E' una sistemazione provvisoria, da circa tre provvisorie settimane.
Non so chi delle due è messa peggio.

In mezz'ora siamo di nuovo sul pullman, le borse della spesa in braccio come se fossero due bambini in fasce. Non pago di nuovo la corsa.
Ci avviamo verso casa, entrambe preoccupate del fatto che Saja non sia ancora tornata.
Dalle finestre dell'appartamento non si intravede neppure una luce, ma qualcuno risponde al campanello così, finalmente, riusciamo ad entrare!

Sistemo la spesa, mi cambio velocemente, cerco di rendere decenti i capelli.
Tentativi inutili.
Pazienza! Abbiamo fame e ci aspetta la pizza!!!
Saluto Saja, che deve rimane a casa a sistemare alcune cose prima di andare ad un concerto metal e mi assicuro che capisca che senza di lei non posso rientrare in casa, così la prego di tenere il cellulare con se', di ricordarsi che sono in giro senza chiavi, di non dimenticarsi di me!!!
Mi dice di sì a tutto, e io decido di fidarmi.

Andiamo a mangiare  da "FRESCO", un ristorante che si spaccia per italiano!
Figuriamoci.
Il posto è carino, ma ci siamo solo noi due, il che mi fa temere.
Ho abbastanza esperienza da sapere che, se alle otto di sera nessuno è seduto a mangiare, forse un motivo c'è.
Invece, qui, pare che un motivo proprio non ci sia!
Il cameriere ci porta il menù: possiamo scegliere fra sloveno, inglese o italiano.
Ordiniamo la pizza, con qualche sana modifica agli ingredienti e in un quarto d'ora, o poco piu', stiamo mangiando quella delizia!!
Davvero ottima!

Abbiamo mangiato e parlato per non so quanto. Forse tre ore.
Forse di piu'.
Ci siamo avvicinate così tanto e così in fretta da farci venire la pelle d'oca a vicenda.
Che strana coincidenza! Entrambe qui, entrambe per la danza. Entrambe per rinascere.

Forse non è una coincidenza!!!
Prendiamo un caffè ed un digestivo, poi paghiamo ed usciamo.

Fuori si muore di freddo, e' buio e noi non abbiamo la piu' pallida idea di dove sia questo Metelkova City!
Cerchiamo su google maps e riusciamo ad imbroccare una via: ovviamente è dalle parti della stazione e per strada non c'è nessuno. I vicoli sono stretti e scuri, luccicanti di pioggia sul ciottolato scuro.
Mh, sembrerebbe inquietante... se solo io e Lily avessimo smesso un secondo di ciacolare e ridere forse ci avremmo fatto caso!!!
Finiamo in questo angolo di città che sembra essere un enorme centro sociale. Ci sono case e case con dipinti, sculture, finestre rotte, insegne, murales, inferriate, portoni borchiati, teschi di plastica, alieni di ferro, gabbie, metallari seduti per terra con lattine di birra in mano e lunghi capelli biondi  intrappolati nei cappucci delle maglie.
Ok, credo che siamo nel posto giusto.
Ma siamo sicure di voler entrare?
Guardo Lily, lei guarda me.
Un'altra volta, magari!!!!

Così giriamo sui tacchi, e ci avventuriamo verso il centro.
Troviamo un piccolo locale dal quale arrivano melodie orientali, entriamo e ordiniamo un calice di vino rosso.
Sulla pista da ballo una danzatrice con una tunica blu  danza fra i clienti.
Tutti ballano. Un vecchio signore tiene il ritmo battendo le mani e sgambettando, le ragazze, quasi tutte bellissime ed altissime, si contendono  le attenzioni dei ragazzi seduti ai tavoli.
Tutte ballerine, qui???
Pare di si.
Io e Lily decidiamo di unirci alla festa, e ci mettiamo a ballare fra di noi, in un angolino della sala.
Ci divertiamo come matte, ma arriva mezzanotte e tutti vanno via.

Usciamo anche noi. E' presto, Saja sarà ancora al concerto metal, quindi optiamo per una passeggiata notturna per le vie del centro.
Per strada non c'è nessuno, sembra di camminare in una città fantasma.
Dal sottosuolo, di tanto in tanto, arrivano le vibrazioni di bassi sparati a tutto volume. Deve esserci una vita sotterranea alla quale non riusciamo ad accedere!
Le porte sono tutte chiuse, non riusciamo a capire quale sia un club e quale una casa privata. Si sente musica un po' ovunque, ma non si riesce mai a capire da dove arrivi.
E' pazzesco!!!
Io  e Lily completamente sole ed il resto di lubiana chiusa da qualche parte, ci domandiamo dove!!!
Paseggiamo fino alle due. Poi decidiamo di averne avuto abbastanza per oggi.



Cerco di rintracciare Saja. Ovviamente non risponde.
Cerchiamo un taxi e torniamo alla City, Saja è li, coi suoi amici, lunghi capelli biondi, un chiodo ed una birra in mano.

Mi chiede se voglio rimanere, ma no. Non credo proprio. Così mi dà le chiavi.
E' terrorizzata. Non si fida della gente. Ha paura. Posso vederlo.
Mi fa una tenerezza infinita mentre mi chiede, anzi, mi implora di rimanere sveglia e non lasciarla fuori.
Le sorrido, la rassicuro e me ne vado.
Che diamine! Io sono rimansta chiusa fuori tutti il giorno, quasi quasi ti farei provare l'esperienza!!!
Ma non sono così crudele.
Prendiamo un taxi e andiamo da Lily. La saluto e torno indietro.
Pago la corsa: 10 euro. Corro a casa.
Sono le tre, ho un sonno pazzesco.
Mi metto a leggere. Poi cerco di scrivere questo post.
nulla da fare, mi si chiudono gli occhi.
In camera non abbiamo ancora le tende, così questi due enormi finestroni sono due cornici a tutto quello che succede in camera. Rimango con le luci spente. Proprio non mi va che chiunque possa vedermi.
Così mi viene ancora piu' sonno.
Si fanno le 4, Saja ancora non si fa sentire.
Decido di farmi una doccia, ammesso che funzioni.
Il boiler è acceso, sono stata fortunata, e riesco anche ad improvvisare una maniera per appendere la tenda senza i ganci nè il bastone.
Mi prendo una 20ina di minuti per me.
Che meraviglia!!!!
Preparo un thè caldo e carico un telefilm in streaming sul mio mac cigolante.
Ormai mi rassegno a rimanere sveglia, sono le 5 e mezza, fuori quasi albeggia!!!!

Saja citofona verso le 6 meno un quarto.
E' congelata dalla testa ai piedi, ed anche un po' ubriaca credo...

Ci mettiamo a letto, chiacchieriamo un bel pò.
Devo ammettere che l'alcool aiuta a rompere il ghiaccio.

Piombiamo nel sonno che è praticamente mattina...

sabato 22 ottobre 2011

Waking up in sLOVEnia

Primo giorno della mia nuova vita.
Ho aperto gli occhi sul soffitto di un appartamento semi-vuoto, infreddolita, attorcigliata nel sacco a pelo e lievemente spaesata.
Ho dormito come un sasso per tutta la notte.

 Il viaggio per arrivare fino a qua è stata un'odissea:
Tanto per cominciare il pullman arriva con 40 minuti di ritardo!
C'è da premettere che, in teoria, avrebbe dovuto già trovarsi lì e che per le 11 sarebbe dovuto partire...
Quando finalmente riesco a salire, salutando Beatrice, sono le 11,45.
I bagagli sono nella stiva, in tutto il pullman non c'è un italiano, gli autisti non spiaccicano neppure mezza parola in inglese e, come se non bastasse, un gruppo di zingari non ha il biglietto, così dobbiamo aspettare che tornino dall'ufficio della compagnia dei bus per poter finalmente partire.

12,15: si accendono i motori!
Direzione ROMANIA!!!!

Ok, io scendo prima, ma adesso mi spiego più cose. Probabilmente sarò l'unica che non si fa tutta la tratta di 24 ore.
Pare che 11, o qualcosina in più, siano già sufficienti.

Mi siedo accanto ad una ragazza, nelle prime file di sedili. Non spiaccichiamo mezza parola per due ore buone.
Io leggo "Mangia, Prega, Ama"-  che mi sta aiutando non poco con tutta sta faccenda del "partire"- dormicchio un'oretta, cerco di guardare un film, ma i sottotitoli sono in rumeno, l'audio in inglese; peccato sia troppo basso  e la radio sia sintonizzata sulle peggiori ballate popolari dell'intero mondo.
Accanto a me c'è un signore che ogni tanto mi lancia uno sguardo che non riesco a decifrare: sono indecisa fra compassione, simpatia, curiosità o indifferenza pura.
Dietro di noi una giovane madre (bellissima e magrissima che pare quasi una modella) con una bimba di tre anni dagli occhi azzurri e giganti. Ovviamente è stupenda anche lei!
Il secondo guidatore, invece, è seduto proprio davanti a me e non sembra interessarsi del fatto che, abbassando il sedile per stare piu' comodo, mi sta togliendo praticamente tutto lo spazio vitale.
Fa caldo. Sudiamo tutti. Io ho troppa lana addosso oltretutto messa in modo tale che non possa togliermi nemmeno uno strato. Non mi rimarrà che sopportare, per le prossime... ore.
Non le conto. Non sono così masochista. Non ancora, almeno.

Finalmente facciamo una pausa.
Sono morta di sonno, ho il sedere piatto, ho bisogno di camminare!
Ma non appena mi alzo mi accorgo che non riesco neppure a stare in piedi. Sono rimasta sveglia tutta la notte precedente e ho quella nausa simile al dopo sbronza che ti fa tremare dalla testa ai piedi.
Ho fame, ma non mi viene voglia di mangiare nulla.
Per fortuna che c'è Andrea!

Andrea è la ragazza rumena seduta accanto a me.
Ha 22 anni, studia geometria e sta tornando a casa dall'erasmus in Francia.

"Do you smoke?" mi chiede.
Vorrei dirle che in realtà fumo, ma che con questo viaggio ho deciso di smettere, approfittandone per risanarmi un po', con tutta questa cosa della danza etc.
Ma mi veniva molto piu' facile dire un semplice "yes, thank you!"
E così ci mettiamo a chiacchierare. Lei in francenglish, io in  itanglish.
Un'intesa perfetta.
Da quel momento in poi ho avuto una traduttrice ufficiale per i film ( che non parlavano altro che di guerra, lotte, macchine, sangue, pistole, droghe... una dose di sentimentalismo da lasciarti col diabete!!!)
Ne guardiamo circa sei.
Forse faccio in tempo a vederne pure un settimo: the italian job, l'unico che conosca e del quale riesca a seguirne la trama.
Peccato che sia troppo occupata ad incitare silenziosamente l'autista ad andare più veloce.

Siamo un'ora in ritardo, Saja mi sta aspettando alla stazione, io finalmente realizzo che sto andando a vivere in Slovenia per qualche tempo.
Non so neppure quanto...
Non posso credere che vada così piano!!!
In dieci ore di traversata siamo riusciti a fermarci tre volte. Prima cinque minuti minuti: scegliete, o pipi' o sigaretta. Poi dieci...
Adesso che siamo oltre il confine, in ritardo di più di mezz'ora e io HO FRETTA DIAVOLO! decidono di fermarsi per una sosta di venti minuti!!!
Siamo persino dovuti tornare indietro di qualche chilometro, ad un certo punto, per recuperare qualcuno che è rimasto giù dal pullman.

Sono le 22,20, finalmente leggo Ljubljana.
Seguo le manovre lente dell'autista come se lo stessi guidando con lo sguardo, muoviti, muoviti, muoviti!!!

Finalmente, sono arrivata.
Devo recuperare i bagagli, ma l'autista non capisce che sto cercando di spiegarli che sono nella stiva piu' grande, così me le apre tutte, facendomi fare i giro dell'intero bus, prima di afferrare il concetto che "No, ti ho detto che sono da un'altra parte circa dieci minuti fa!"

Arrivo alla stazione, mi sistemo sotto l'orologio, dove ho appuntamento con Saja.
Un attimo di panico, passano circa 5 minuti, e non arriva nessuno.
Poi, finalmente, eccola!

La riconosco dai capelli biondi e lunghi. Benedetto facebook!!!!

Mi spalanca un sorriso radioso, e io cerco di fare altrettanto. Ma credo di essere troppo disfatta per risultare credibile.
Insieme a lei c'è il suo amico, del quale ora non ricordo il nome, che mi aiuta a caricare i bagagli in macchina.
Non appena apre lo sportello, come uno di quei pagliacci a molle che saltano fuori dalle scatole a sorpresa, appare un materasso.
"This is you Yogi" mi dice Saja ridendo.
Ok, rispondo io.
E saliamo tutti in macchina: Saja, il suo amico, il materasso, il mio trolley, il mio zaino e... forse, forse, forse anche io!

La casa non è lontana, anzi. In cinque minuti siamo arrivati.
Entriamo in un cortile interno, fa freddo, ma pensavo peggio!
Saja trema, con mio stupore.
C'è da dire che è vestita di fazzoletti, tutti rigorosamente neri, e non ha nulla di piu' pesante di una giacca di pelle.
Ci fumiamo una sigaretta, cerchiamo di parlare un po', ma siamo troppo stanchi, tutti, e io con l'inglese faccio davvero schifo.
Mi sale anche un po' di imbarazzo e comincio a domandarmi che diamine sto facendo.

Entriamo in casa,  è minuscola. Di fronte all'ingresso c'è un cucinino-ino-ino, accanto: il bagno.
Dalla parte opposta al bagno, la nostra camera-studio.
E' tutta in legno, coi soffitti altri e due enormi finestre che la illuminano, di giorno facendo entrare la luce del sole (ammesso che ci sia), di notte quella di due grossi lampioni sistemati esattamente di fronte alle imposte.
Neanche a farlo apposta...

I nostri due materassi sono sistemati. Saja ha una valigia minuscola. Io ho con me mezza casa.
Comincio a sentirmi davvero in imbarazzo. Avrei voluto essere capace di portarmi meno roba. Pazienza!
Vorrei farmi una doccia, ma questo appartamento è nuovo (anche Saja dormirà qui per la prima volta) ed è tutto da pulire.
Cerco di sistemare la mia roba, ma non so come muovermi. Giro in tondo come una trottola e provo ad intavolare una chiacchierata. Ma sono troppo stanca.
Anche Saja è nervosa, perchè... non ho capito bene. Comunque è spaventata quasi quanto me.
Casa nuova, una sconosciuta accanto... posso capirla.
Ci beviamo un thè, mi lavo alla buona e propongo la ritirata.
Su questo ci intendiamo subito, e nel giro di pochi minuti siamo entrambe sotto i rispettivi sacchi a pelo. In casa non fa freddo, perchè c'è una stufetta magnifica che riscalda ogni angolo, ma quel calduccio non lo disprezzo. Soprattutto se abbinato alla morbidezza del materasso.
Piombo nel mondo dei sogni in un attimo e mi risveglio otto ore dopo.

Una luce grigiastra entra dalle finestre ed illumina la maglia a righe rosa e bianche che la mia nuova coinquilina usa come pijiama.
Strascico un "good mornig" e mi ritrovo con un thè pronto e lei che mi riempie di parole.
E' di fretta, deve andare all'università, oggi ha lezione di politca mondiale (bah!).
Non mi lascia le chiavi, tanto torna tra due ore, poi andiamo insieme a fare la spesa.
Prima di uscire vuole pulire il bagno, così io posso farmi la doccia.
Non se ne parla!!!!!

L'ho spedita fuori, e mi sono messa a sistemare il sistemabile.
Prima pero' mi sono scaldata un pezzo di pane che ho accompagnato con una bel quadratone di cioccolata fondente ed amara.
Ho pulito il bagno, la doccia (che non funziona, ahinoi), ho cercato di attaccare il frigo, ma anche quello sta scioperando. Ho pulito la cucina, disfatto i bagagli e incastrato tutto quello che ho in un piccolo mobiletto che sembra avere la sua veneranda età.
Sono riuscita a "nascondere" tutte le mie cianfrusaglie ed organizzarmi un po'.
Ora c'è un po' più d'ordine. Spero di ricordarmi tutto quando dovro' recuperarle.
Credo di aver trovato qualcuna più disordinata di me...

Sono passate tre ore, Saja ancora non arriva. Se esco non rientro senza di lei, ma comincio ad avere fame. E in casa non abbiamo ancora niente.
Lily, una ragazza italiana che ha deciso tre settimane fa di voler fare la mia stessa avventura, doveva venirmi a prendere alle 11, ma è rimasta addormentata.

Quindi credo che mi mettero' a leggere un po', sgranocchiando un altro pezzetto di cioccolata, nell'attesa che succeda qualcosa.


Come non detto!
E' arrivata Lily.


See ya later!

New Home. New Life.

Sono arrivata.
Viaggio estenuante, ma interessante.
Ho conosciuto una ragazza Rumena; Andrea.
Abbiamo chiacchierato tutto il giorno.
Ora non riesco piu' a parlare, nè in italiano, tantomeno in inglese. Figuriamoci poi in sloveno...

Mi sento un poco spersa.

It'll be better tomorrow!

venerdì 21 ottobre 2011

WOW

Fra 8 ore sono in viaggio.
Non riuscirò a dormite, ho la fastidiosissima impressione di aver dimenticato qualcosa di fondamentale.
Il problema è che, ultimamente, mi è accaduto davvero di dimenticarmi di tutti, e di tutti!!!
Appuntamenti saltati, consegne rimandate...
Ho la testa che trotta da quasi tre settimane:
Cosa mi porto?
Dove dormo?
Perchè non mi rispondono?
Farà freddo? Mi dicono di sì. Devo consegnare le foto al laboratorio. Finire questo, rivedere quello, e non dimentichiamoci quell'altro!
Cercare casa. Festeggiare i miei 27 anni. Salutare tutti. Ma proprio TUTTI.
FareLeValige, DisfareLeValige, RifareLevalige.
Comprarericordarelavoraresistemarespiegareraccontaremangiareparlarechiacchierarerivedereimmaginareorganizzarechiamaresegnareannotarerifinireballarerecuperareabbracciare...

Insomma, non posso stupirmi del fatto che adesso, nel vuoto totale dell'attesa, non riesca a non pensare a nulla.
Mi servirebbe avere qualcosa a cui pensare.
Ad esempio devo ricordarmi ossessivamente di ricordarmi di prendere il cellulare (che ho messo in carica, ma con la sveglia puntata, che non si sa mai!)
Oppure ripetermi ad intervalli di tempo brevi e regolari che il computer lo sto usando, ma che non appena deciderò di chiudere dovrò staccare i cavi e metterli in borsa, prendere il computer e metterlo in borsa, prendere la borsa e metterla davanti alla porta, prendere la porta e sbatterci su il cervello...

Non dormirò.
L'ho già detto?

Poco fa ho avuto un attimo di paura folle ed irrazionale.
Terrore allo stato puro. Adrenalina da film dell'orrore.
Adesso è passata.  Quasi. Più o meno. Forse.
No.

Ho chiamato tutto il giorno Beba sul vecchio numero di cellulare, lasciandomi andare alle peggiori elucubrazioni nel tentativo di spiegarmi perchè non mi rispondesse.
Va a capire.
Alla fine mi ha risposto. Non si è dimenticata di me.
Sospiro di sollievo. Fiù.

Presa dal raptus ho mandato un messaggio anche alla ragazza che mi ospiterà una volta arrivata.
Uno scambio di eloquenti messaggi in un inglese poco convinto mi ha dato conferma che sì, ho organizzato tutto davvero e no, non è un'allucinazione.
Le valige (si 2 ) mi aspettano di fianco alla borsa, quella davanti alla porta.
Il biglietto del pullman è saldamente incastrato fra le pagine del libro che mi leggerò durante le 8 ore di viaggio, i documenti ci sono, che altro manca...?
Sono pronta.

Oggi ho salutato tutti. Ma proprio TUTTI! Persino gente che non vedevo da un'eternità e che mi sono ritrovata ad attraversarmi la strada, in centro, dove di solito non incontro mai nessuno che conosco.
Ho ricevuto una marea di abbracci e "auguri", e "ciao", e "mi raccomando"
Ho sterminato un numero di Lupi indefinito a suon di "crepa".
Mi sono sorpresa più di una volta a ritrovarmi dispiaciuta per quel povero lupo, che cosa ne puo' lui, in fondo?

Mh.
Stavo dicendo:
Ho avuto una giornata tremendamente piena. Ho girato come una trottola, cercando di incastrare appuntamenti e lavoro, e preparativi e spostamenti in macchina.
La notte scorsa ho dormito 3 ore per finire un video, e questa mattina mi sono ritrovata col masterizzatore fumante, il computer in iperventilazione, io in ginocchio a pregare tutti gli Dei.
"Dai che faccio tardi!"
Ad ogni modo ci sono riuscita, non so come.

Ho provato a portare a passeggio il gatto, chissà perchè questa fissa che deve uscire di casa e vedere cosa c'è fuori dalla finestra... Sono due settimane che ci penso. Giovedì gli ho finalmente comprato il guinzaglio.
Mi sono sentita un po' stupida, in effetti.
E a dirla tutta non ho neppure riscosso molto successo. L'ho riportato in casa aggrappato alla mia giacca, dalla quale si è agilmente lanciato per fiondarsi  al centro del cuscino, prodigo di fusa.
Per il cuscino, mica per me.

Ho salutato Lolle, finalmente venuta a vivere a Torino.
Ovviamente non possiamo stare entrambe nella stessa città. "Non c'è spazio per tutt'e due, Baby!"
Ho mangiato con la mia bella Rosha, salutato Milu e tutta la cricca di scapestrati, sono riuscita a scroccare una masterizzata, ho salutato Claudia, Sandra, Marta, sono andata da mio padre, salutato mia sorella, mangiato con mia madre.
Rifatto le valige. Almeno 3 volte.
Poi me le hanno rifatte, daccapo .
Non voglio immaginare il mio rientro...
Sono persino riuscita ad uscire, due orette, e rincretinirmi con la Wii.
Credo di essermi lussata una spalla per giocare a Bowling.
Oltretutto ho perso.

E adesso sono qua, che aspetto che passino queste 7 ore e mezza.
Forse mi converrebbe dormire.
O per lo meno mettermi a letto e leggere qualcosa.
Magari posso appiccicare un biglietto alla porta con le cose da ricordarmi domattina.
Sì, credo farò così.

  • controlladocumenti
  • prendi il cellulare
  • prendi la borsa
  • prendi il cervello
  • ricordati di vestirti
  • respira.
L'ultimo punto me lo devo ricordare spesso ultimamente.
Respira.

Eppure non è il primo viaggio che faccio.
Certo, è il più lungo.
Non c'è un biglietto di ritorno.
Potenzialmente potrebbe durare ancora di più di quanto non abbia progettato... o molto di meno.

Chissà.

Mi domandavo se sia più l'emozione da "salto nel vuoto" oppure quella da "rifiuto l'offerta e mi tengo la busta".
Non sono riuscita a decidere.
E' un po' come buttarsi da un aereo con in mano una busta e sperare che dentro ci sia un paracadute.

Spero di non essere stata così scema.

Ho preso tutto?
Non lo so, credo di avere sonno.
Domani parto e non so quando torno.

Possibilità

Poteva andare così:



Sostanzialmente, è finita così:

venerdì 14 ottobre 2011

IO VADO VIA


Sole alla valle
e sole alla collina
per le campagne
non c'e' piu' nessuno
addio addio amore
io vado via
amara terra mia
amara e bella
cieli infiniti
e volti come pietra
mani incallite ormai
senza speranza
addio addio amore
io vado via
amara terra mia
amara e bella
fra gli uliveti e' nata
gia' la luna
un bimbo piange
allatta un seno magro
addio addio amore
io vado via
amara terra mia
amara e bella





mercoledì 5 ottobre 2011

It's The Final Countdown!

Premetto che ho iniziato a scrivere questo post un giorno prima della sua pubblicazione e che lo termino oggi, dopo l'ennesima sfuriata con mia madre sui nostri diversi punti di vista della vita. L'impulso di cancellare tutto è stato forte. Invece ho deciso di lasciare tutto a com'era ieri, senza lasciarmi influenzare più di tanto da una delle tante giornate passate ad urlare nel tentativo di farmi capire. O anche solo accettare.

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