Come temevo, non sono in grado di tenere un blog con un po' di costanza...
Chiedo scusa ai miei, in primis, perchè non riesco mai a farmi sentire.
Chiamare da qui è una bella botta di vita e farmi un numero sloveno implicherebbe comprarsi anche un cellulare sloveno... Non credo sia il caso!
E poi a tutti i miei amici ai quali non ho risposto per messaggio. Sono stata due giorni senza credito e qualcuno temo di essermelo dimenticata.
Ok, scuse fatte :P
Dunque, SONO COMINCIATE LE LEZIONI!!!
Lunedì è stata una giornata parecchio lunga.
Io e Lily stiamo cercando di trovarci un appartamentino dove andare a vivere insieme per questi due mesi, ma l'impresa è piu' ardua di quanto non potessimo immaginare.
Passiamo le mattinate su internet, a tradurre annunci con Google e chiamare gente che; se capisce, non sa rispondere, se sa rispondere di solito non capisce cosa gli viene chiesto ( ed è colpa mia, lo ammetto), oppure butta direttamente giu' il telefono non appena sente parlare in inglese.
Che gente ansiosa!!!
Avremo provato a chiamare una 30ina di numeri, niente da fare!
Tutto già affitatto, o troppo lontano, o troppo caro...
Temo finiremo tutt'e due a dividerci il soppalco.
La ragazza che mi ospita non la vedo quasi mai, ho l'impressione di essere di troppo in una casa dove non mi è concesso di pagare nulla.
Lo so che sono fortunata! Ho un posto dove stare gratis, ma è come sentirsi perennemente ospiti ed in difetto. Non è una bella sensazione, credetemi!
Preferirei pagare ma avere il sacrosanto diritto di stendermi il bucato e lasciarlo ad asciugare!
Coinquilina metallara a parte, c'è un'altra cosa che mi è oscura di questa città.
La gente, di notte, dove va a finire???
I club sono semideserti, dopo le 10 trovare qualcosa da mangiare diventa praticamente impossibile e per le vie del centro puoi non incontrare nessuno per metri e metri.
Raccappezarsi con le linee dei pullman, poi...
Sono già troppe sere che finiamo chiuse in qualche bettola a consolarci così:
Da circa tre giorni io e Lily cerchiamo di comprarci un paio di scarpe.
Le mie sono completamente bucate, le sue troppo leggere.
Non so come, ma siamo riuscite a raggiungere il famoso BTC.
Il piu' grande centro commerciale di Lubiana.
E dell'intera Europa, a quanto pare.
Metri e metri di enormi capannoni formano una City dello shopping e se vuoi raggiungere i negozi in bus, devi sapere bene a che fermata scendere.
Noi, ovviamente ci siamo perse.
Le scarpe non le abbiamo trovate, in compenso siamo riuscite a comprare quelle due cosette che ci mancavano (come piatti di plastica - perchè quelli in ceramica la mia coinquilina li usa per dare da mangiare al cane - forchette, pentolini e quant'altro...) e a mangiarci un cono di caldarroste passeggiando sotto due timidi raggi di sole sbucati appena prima del tramonto.
Alle 6 avevamo il primo appuntamento per vedere una casa, e siccome non sapevamo assolutamente dove fosse la zona, abbiamo deciso di prendere un taxi.
Ultimamente abbiamo questo piccolo vizio: ci perdiamo e chiamiamo un taxi.
Grazie alla guida sportiva del taxista siamo arrivate in tempo all'appuntamento.
Ora, immaginatevi: noi due, di fronte ad una casa, al numero civico di una via della quale nemmeno se ci impegnassimo con tutte noi stesse riusciremmo a pronunciarne il nome ad aspettare l'agente immobiliare.
Ci sentiamo già un tantino sperse di nostro...
Non fosse che, da un angolo della strada, ci spunta il "Gabbiano Jhonatan" meglio conosciuto come Sebastjan.
Cappello da Indiana Jhones in testa, lungo spolverino color cachi, valigetta sotto braccio e due occhialetti tondi.
Costui dovrebbe trovarci casa. Okey!!!
L'appartamento che ci fa vedere è grande, ma troppo costoso e comunque la signora non accetterebbe un affitto di soli due mesi.
Mentre usciamo cerco di spiegare al sig. Gabbiano che ci servirebbe qualcosa di un po' piu' specifico, meno caro, vicino al centro, con due stanze, senza spese aggiuntive.
Se lavora come si veste, dovrebbe riuscire nell'impresa!!
Ci invita a bere qualcosa, per fare due chiacchiere e capire meglio come organizzarsi per la ricerca dell'appartamento (il conto lo pagheremo noi, alla fine!)
Scopriamo che è un ex-fotografo/scrittore/artista/agente immobiliare.
Ci propone una ricerca fuori agenzia, prende i nostri contatti, fa un sacco il casca morto, ma si rende conto di essere un tantino ridicolo.
Chiacchieriamo un po' e poi ci salutiamo.
Io e Lily rimaniamo perplesse, ma ammetto che in noi si è riaccesa la speranza: Sebastjan ci promette di mandarci una marea di informazioni domani!
Andiamo a pagare il conto e ci rifacciamo un po' gli occhi col cameriere del bar.
Promettiamo di ritornarci.
Magari vestite meglio.
Facciamo cena da Fresco: io ordino polpettine di soya, verdure e patatine, Lily un bel piatto di agnolotti al tonno.Ci beviamo un calice di rosso, un caffè e poi tentiamo di passare una serata decente per le vie di Lubiana.
Niente da fare.
Finiamo di nuovo dentro un taxi. Poi in un pullman che non sappiamo bene dove va a finire. Non capiamo come ma ci ritroviamo nel mio appartamento ( che poi non è mio affatto) a sentire musica, guardare video, parlare di danza e cose così.
Si fa l'una.
Domani cominciano le lezioni, bisogna riposarsi!!
Accompagno Lily ad un taxi, mi fumo una sigaretta e rientro a casa.
Ovviamente, Martedì, prima delle 11 non sono in piedi.
Saja ha dormito fuori tutta la notte e ancora non è rientrata.
Mi faccio una doccia, sistemo due cose e aspetto he Lily mi chiami.
Dovevamo vederci per pranzo, ma si è svegliata troppo tardi, così la lascio tranquilla e ne approfitto per farmi un giretto da sola in centro.
Passeggio lungo le vie di Lubiana avvolta in un maglione di lana verde petrolio, caldissimo e morbidissimo.
Dietro la confezione è riportato l "Hare Kṛṣṇa".
Ricordo gli ultimi incontri di Reiki che ho fatto a casa.
Quanto tempo sembra essere passato!
Continuo a camminare e mi perdo nella periferia, torno indietro e attraverso non so quanti ponti.
Faccio qualche foto a due cigni, mi compro un altro cono di caldarroste, bazzico in qualche negozietto etnico e rientro a casa.
Saja è sul letto. Cerco di chiacchierare un po' con lei, ma non capisco se non ne ha voglia, se è stanca, se si è stufata di parlare in inglese e tentare di capirmi...
Speravo in una compagna un po' più... compagnosa!
Pazienza.
Mi cambio, prendo i vestiti per danza e raggiungo Lily.
E' alla fermata del bus che mi aspetta.
Passiamo insieme le ultime de ore prima di lezione, sistemandoci i capelli chiuse nel bagno del suo appartamento, con il telefonino che manda musica brasiliana.
Chiacchieriamo, ridiamo e finalmente partiamo.
Ore 19.00.
Prima lezione di Tribal Fusion con Manca!
Non ci posso credere.
La sala è piena di ragazze bellissime ( tutte alte, magre chiare e bionde, tanto per sentirsi meglio), Manca è al fondo che sistema la musica.
Vado a salutarla.
Non ci posso credere!!
Scambiamo due parole veloci e poi iniziano le tre ore di lezione.
Non ci posso credere...
Trascorrono appena 10 minuti e penso che morirò a breve.
La prima mezz'ora la passiamo a saltare come galline impazzite, a fare shimmy e combinazioni superveloci coi piedi. La sezione di Yoga è ad un livello tale che il mio cd di "starbene" neppure si immaginerebbe e gli ADDOMINALI sono tanti, troppi, in tutte le salse.
Domani avro' dolori atroci.
La prima lezione è il Livello Avanzato.
La sequenza è splendida, ma iperveloce e finisce con dozzina di spins alla velocità della luce.
Non so come faccio a non vomitare alla fine di tutto questo.
Sulle prime fatico un pò, poi ingrano.
NON CI POSSO CREDERE!
Finisce la lezione, riesco a fare tutta la sequenza e sono ancora viva!
E' una soddisfazione.
Cinque minuti di pausa, e tutto rincomincia daccapo.
Sembra un incubo!
Questa volta siamo al Mixed Level, ma questo non significa che l'inizio sia meno arduo: così doppia dose di salti, di shimmy, di cose varie e, soprattutto, DOPPIA DOSE DI ADDOMINALI!
Ecco.
Adesso muoio.
La sala è strapiena di gente. Saremo il triplo rispetto a prima.
Si segue a fatica e oltretutto, si segue in sloveno!!
Cerco di stare dietro per quel che posso, ma la coreografia è già iniziata e se non riesco a vedere Manca, dalle mie compagne non riesco a capire assolutamente quali movimenti debba fare.
C'è di tutto un po' intorno a me, dalla ragazzina di 15 anni alla signora di 50.
Un crogiuolo di donne danzanti (piu' o meno...)
Quando tutto finisce, sono distrutta, ho una fame nera e voglio solo farmi una doccia.
Prima pero' mi fermo a parlare con Manca, che si diverte a cercare di parlarmi in italiano e mi riempie di numeri di telefono di gente da chiamare, di indirizzi utili, di consigli su spettacoli da andare a vedere e cose così.
Esco da lì dentro che sono completamente stordita.
Lily mi accompagna al pullman, lei torna a casa in bici.
Come ne vorrei una anche io...
A casa faccio giusto in tempo a mangiarmi un'insalata.
Poi muoio dritta distesa e non mi rialzo piu' fino al mattino dopo.
Il mattino dopo è stato oggi.
Saremmo dovute andare al "Petite Caffè" a scroccare la connessione wi-fi, ordinare una tisana e rimetterci alla cerca della casa.
Ma siamo finite di nuovo sul palchetto del mio appartamento, a mangiare cous-cous in brodo e telefonare a chiunque.
Guardiamo ancora qualche video.
Fuori piove da ieri sera, è tutto grigio e sembra fare un gran freddo.
Ci beviamo un tè, poi Lily mi insegna il pezzo di coreografia che mi manca, chissà perchè mi viene voglia di fare del reiki. La uso come cavia. Lei si addormenta e io mi preparo per uscire.
Oggi dobbiamo andare a Kamnik a seguire la lezione.
E' un paese appena dopo Lubiana, ma in treno ci va quasi un'ora.
Decidiamo di uscire un po' prima, sfidando la pioggia, e andarci a bere una tazza di cioccolata calda.
Non appena mettiamo piede in strada i nostri programmi subiscono un cambiamento brusco e repentino.
Abbiamo, assolutamente, bisogno di un paio di stivali!
E di un ombrello!!!!
Il secondo lo troviamo quasi subito, per poco piu' di 5 euro.
In compenso giriamo come delle matte per quasi un'ora, entrando in ogni minuscolo negozietto che venda scarpe.
Ho i piedi completamente zuppi, le rane mi fanno compagnia e muoio di freddo.
Lily prende una culata mastodontica uscendo da un negozio.
Non troviamo neppure un paio di scarpe che faccia al caso nostro (e che costi meno di 60 euro ovviamente).
Arriviamo a piedi in stazione che siamo distrutte.
Affrante, affamate, dolenti e bagnate fradice.
Cerchiamo di capire come andare e tornare da Kamnik.
I collegamenti fanno un po' schifo.
Optiamo per l'andata in treno ed il ritorno in bus.
Mangiamo un Kebab, inrociamo le dita e partiamo.
La stazione è carinissima: non c'è sottopasso, così devi attraversare i binari per raggiungere il tuo.
E' una cosa che non vedevo fare da un sacco di tempo!!!
Prendiamo questo trenino tutto lindo e pulito. Spazioso e colorato. Silenziosissimo.
Sembra di stare in pullman, ed effettivamente alcune fermate sono proprio sulla strada, senza che vi sia stazione o nulla del genere intorno.
Non sappiamo dove scendere, così chiediamo ad una signora gentilissima che ci aiuta a capire.
Ci mettiamo circa 40 minuti.
Io sprofondo nel sonno.
Fuori non accenna a smettere di piovere.
Arriviamo a Kamnik un'ora prima della lezione.
Mi chiedo ancora perchè ci sia venuta voglia di un caffè!?
Entriamo in un piccolo bar, dove un vecchio stralunato blatera a non finire incurante delle occhiatacce dei padroni, ed ordiniamo due espressi.
Plastica fusa in tazza piccola in arrivo!
La cosa peggiore che io abbia mai bevuto. Neppure con due bustine di zucchero si migliora la situazione!
Non voglio offendere la ragazza, che e' stata tanto gentile nel cercare di darmi qualche informazione sul pullman del ritorno, così tappo il naso e butto giù tutto d'un fiato.
Pago, esco fuori e cerco di togliermi quel saporaccio con una sigaretta.
Manca mezz'ora alla lezione, ma fuori fa troppo freddo, così decidiamo di entrare.
Gli spogliatoi sono chiusi e non ci rimane altro da fare che sederci, stile sala d'aspetto, e... aspettare.
Ci mettiamo a ballare nel piccolo corridoio verde. Tutta l'acqua che abbiamo preso oggi deve averci fatto marcire il cervello.
Facciamo due foto, chiacchieriamo un po', poi finalmente arrivano tutte!
Qui sono puntualissime! Se la lezione inizia alle 8 nessuno arriva 5 minuti prima nè 5 minuti dopo!
In due secondi sono tutte in sala.
Rincomincia la lezione.
Gli addominali sono una tortura, ma le gambe vanno già meglio di ieri sera.
Siamo in poche, la sala è molto intima, piena di specchi.
Mi diverto da matti.
Non capire la lingua puo' essere fastidioso, d'altro canto non ho nulla a cui pensare se non all'esercizio che mi è dato da fare.
Mi ritiro in me stessa e mi godo questa mezz'ora di yoga.
Respiro. Mi ascolto. Mi rilasso. Sorrido.
La lezione va avanti bene, sono piu' rilassata di ieri. E poi tutte mi sorridono!
Manca è splendida, passa a correggerci una per una.
A Lily cerca di parlare in sloveno, poi vede la sua espressione e si mette a ridere.
Traduce tutto in inglese.
Poi per sicurezza ripete in italiano.
E' uno spasso!
Alla fine della lezione mi ritrovo a parlare con Nina, una signora che ha già la sua età ma non si lascia per nulla intimidire!
E' di Lubiana, ci propone di darci un passaggio per le prossime volte.
Che fortuna!
Capisce l'italiano, parla un po' di spagnolo.
Con l'inglese colmiamo le lacune.
Manca ci riaccompagna a casa.
In macchina chiacchieriamo un po' di tutto; dalle lezioni private, ai viaggi in Italia, ai ragazzi che non abbiamo.
Colta da pietà nei miei confronti finisce per ritrovarsi a scrivere sulla mia agendina i nomi di tutti i locali del centro dove è sicuro che trovero' qualcuno.
L'ha presa davvero a cuore, ormai è una missione!
Ci lascia ad un semaforo rosso in mezzo ad un incrocio.
Piove da far schifo, non siamo sicure di aver capito dove siamo.
Per circa 15 minuti aspettiamo da sole, poi arriva finalmente il 6, e con esso Dorotea.
Dorotea è di Lubiana, fa la cuoca in un Hotel e sta rientrando ora da lavoro.
Ha il papà napoletano e per questo parla perfettamente in italiano.
Ci mettiamo a chiacchierare su un pullman gremito di ragazzi urlanti.
Ci spiega che c'è un party universitario poco piu' avanti, e in effetti scendono tutti alla quarta fermata.
Lily scende un poco dopo.
Io scendo con Dorotea davanti a casa.
Ci scambiamo il numero.
Chissà che non riusciamo ad organizzarci una serata decente?
A casa Saja non c'è. Vorrei una pasta, ma non ho voglia di cucinare. Mi preparo un'insalata veloce.
Ho finito sia il pane che le gallette. Così l'accompagno coi "Tuc" alla Paprika avanzati dal viaggio in pullman da Torino.
Il mix non è dei migliori.
Credo di avere un po' di gastrite.
E' l'una meno venti.
Fuori piove ancora, e ho di nuovo fame.
E' stata una giornata splendida.
Domani si balla ancora!


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