domenica 23 ottobre 2011

LET ME IN!

Che giornata pazzesca!
Vi ho lasciati prima di uscire per il pranzo.
Non lo avessi mai fatto... mi sarei persa ore di incredibili e mirabolanti peripezie!

Innanzi tutto, ho cercato di contattare Saja prima di lasciare l'appartamento.
Sono senza chiavi, non posso chiudere la porta d'ingresso e, cosa assai peggiore, non posso riaprire il portone esterno nel caso volessi rientrare.
Saja ovviamente non risponde. Non ho ancora capito se paga qualcosa anche lei quando la chiamo: diverse volte mi chiude la telefonata per poi richiamarmi. Dovro' procurarmi un numero sloveno.

Sono un po' preoccupata - ma la fame vince su tutto - quindi mi tiro dietro la porta e tanti saluti.
Finalmente conosco Lily di persona!
Non ci mettiamo neppure un minuto a sintonizzarci sulla stessa onda e dalle due del pomeriggio alle due di notte chiacchieriamo senza sosta di qualsiasi cosa ci passi per la mente.
Lei è qui già da tre settimane e conosce abbastanza bene la città; mi porta a mangiare in un posticino veramente carino dove servono ottime zuppe a poco più di 3 euro.
Ne ordiniamo due. Io non riesco a decifrare il menù, quindi mi fido della sua scelta. Mi sembra una personcina dagli ottimi gusti!
Con una lentezza straordinaria, per i miei canoni, ripuliamo le ciotole di coccio e sterminiamo, una ad una, una vassoiata di patatine fritte con relativa salsa d'accompagnamento (non siamo riuscite a capire se fosse senape o mayonese, probabilmente un mix di entrambe: una Mayosenape).

Chiacchieriamo un po' davanti ad un caffe, si fanno le tre del pomeriggio.
Saja avrebbe già dovuto farsi viva da un bel po'. Le mando un messaggio. Lei mi richiama.
Le spiego che sono uscita a mangiare qualcosa,  che adesso sono in centro con Lily e che, ovviamente, la porta di casa è rimasta aperta.
Come avevo immaginato, la cosa non le piace affatto. Mi sembra arrabbiata e spaventata allo stesso tempo.
Decidiamo di rientrare a casa; saja mi die che sta tornando indietro così penso di incrociarla per chiarirmi con lei, e chiederle scusa anche, sebbene in fondo non abbia fatto nulla di così grave.
Non è di certo colpa mia se le sue "due" ore in realtà sono diventate cinque.
Arriviamo sotto casa, ma non c'è nessuno ad aprirci la porta. Saja non è ancora arrivata. E non arriverà per un bel po'.
Io e Lily ci sediamo sul marmo di una vetrina di un negozio sotto le finestre di casa. Si gela, ma per strada c'è gente in pantaloncini e maglietta che corre per una specie di maratona che passa attraverso l'intera città.
Credo di cominciare a capire il perchè del ritardo di Saja. E mi rassegno anche al fatto che passerà ancora un bel po' di tempo prima che mi raggiunga.
Dopo piu' di un'ora, durante la quale io e Lily abbiamo cercato di fare di tutto; cose come parlare,  farci foto, commentare i ragazzi che ci passavano accanto e tentare di farci aprire da qualche vicino poco predisposto alla causa, decido di chiamare Saja.
"Shit! Are u waiting for me?" Mi chiede.
Vorrei mangiarmela viva!
Ma arriva poco dopo con una copia delle chiavi tutta per me, quindi mi faccio passare il nervoso e cerco di capire se anche a lei è andata giu' la storia dell aporta aperta.


Tutto a posto, a quanto pare!
Così saliamo in casa. Ci beviamo un thè caldo e usciamo di nuovo. Io, Lily ed il mio nuovo mazzo di chiavi!
Giriamo un po' per la città, cercando un negozio aperto per fare un po' di spesa.
E' assurdo! Qui il sababto e la domenica è TUTTO chiuso!!!!
Troviamo solo un centro commerciale aperto: ha sei piani, vende abiti di calvin klein, profumi, trucchi, scarpe e borse che non scendono sotto i 60 euro al pezzo.
Cominciamo a temere di non poterci permettere neppure un tozz di pane...
Ad ogni buon conto scendiamo al primo piano e facciamo un giro fra gli scaffali degli alimentari.
Troviamo alimenti per celiachi, alimenti bio, alimenti meno bio, schifezze vere e proprie!C'è tutto e ci sono tutti i prezzi!
Peccato che non si capisca come è sistemata la merce.
Puoi trovare cereali accanto alla pasta, così come ritrovarne accanto ai detersivi o vicino alle riviste accanto alla cassa.
Per comparare i prezzi e scegliere cosa comprare devi seguire una sorta di  tracciato immaginario, tornare indietro piu' volte, studiarti un piano d'azione, insomma!!
Ho optato per il prendere la prima cosa che trovo e portarmela nel carrello fintanto che non trovi qualcos'altro di simile ad un minor prezzo. A quel punto elimino il primo articolo e lo sostituisco col secondo... fintanto che non ne trovi un terzo ancora piu' conveniente... e così via. Fino alla fine.
Siamo rimaste dentro circa 3 ore.
Da non creerci!
In due, con tre borse pesantissime, ci avviamo nuovamente verso casa mia.
Abbimo deciso di andare a mangiarci una pizza per cena, e di raggiungere Saja, in tarda serata, al Metelkova City che pare essere la zona piu' underground popolata dalla meglio gioventu' lubianese.
Ci trasciniamo per le vie del centro con una borsa  e mezzo a testa, ci mettiamo un po', anche perchè due ragazzi svizzeri, in bicicletta, ci chiedono di far loro una foto. E poi ci chiedono di dove siamo. poi ci chiedono perchè siamo qui. Poi ci chiedono.... insomma. In qualche modo dobbiamo far capire loro che non siamo troppo interessate all'articolo, quindi ci dileguiamo elegantemente, zoppicando con le nostre borse stracolme.
Arriviamo a casa e superiamo il primo portoncino che ci separa dal cortile esterno. Prendo le chiavi di casa e, con decisione, le provo una ad una, fintanto che non trovi quella giusta.
Ne ho tre, non dovrei metterci molto.
Eppure passano 10 minuti, e ancora non siamo riuscite ad entrare.
Sono le 17 del pomeriggio, fa freddo, forse viene anche a piovere e le chiavi di casa NON FUNZIONANO!
Credo di aver invocato tutti i santi del calendario prima di chiamare di nuovo Saja ed vvisarla di questo piccolo problema.
Spero sia nei paraggi, così puo' venirmi ad aiutare, ma ovviamente è dall'altra parte della città, nel suo vecchio appartamento, che si fa una doccia e si lava i vestiti.
Prima delle 19,30 non puo' essere qui.
Guardo Lily e lei scoppia a ridere.
Devo avere un'espressione davvero disperata!

Ci sediamo per terra, come due profughe, e facciamo merenda con una macedonia di frutta in plastica, asprissima.
Ci facciamo qualche altra foto, riproviamo a scassinare la porta. Citofoniamo a tutti i campanelli e saggiamo la proverbiale ospitalità slovena. Nessuno ci viene in aiuto.
E dire che basterebbe superare solo quella soglia...
Alle sei e mezza comincia a piovere. Non possiamo rimanere qui ancora un'ora!
Così decisiamo di prendere un pullman e andare a casa di Lily per posare la sua roba esistemarci un po' per la serata.
Non ci sono biglietterie aperte, solo un cassa automatica che dispensa schede magnetiche per usufruire dei mezzi. Come sono avanti!
Ne compro una, 2 euro appena, sono stupita.
Ed infatti non posso salire! La scheda va ricaricata, altrimenti niente corsa!!!
Questo lo capisco solo dopo qualche goffo tentativo, sia da parte mia che da parte del conducente, di farsi capire.
Mi abbuona la corsa, forse perchè non sa come dirmi che dovrei scendere, ricaricare la tessera e aspettare per il prossimo pullman.
Meglio così!
Due fermate e siamo da Lily. Finalmente vedo questo famoso soppalco in cui è finita!
E' una sistemazione provvisoria, da circa tre provvisorie settimane.
Non so chi delle due è messa peggio.

In mezz'ora siamo di nuovo sul pullman, le borse della spesa in braccio come se fossero due bambini in fasce. Non pago di nuovo la corsa.
Ci avviamo verso casa, entrambe preoccupate del fatto che Saja non sia ancora tornata.
Dalle finestre dell'appartamento non si intravede neppure una luce, ma qualcuno risponde al campanello così, finalmente, riusciamo ad entrare!

Sistemo la spesa, mi cambio velocemente, cerco di rendere decenti i capelli.
Tentativi inutili.
Pazienza! Abbiamo fame e ci aspetta la pizza!!!
Saluto Saja, che deve rimane a casa a sistemare alcune cose prima di andare ad un concerto metal e mi assicuro che capisca che senza di lei non posso rientrare in casa, così la prego di tenere il cellulare con se', di ricordarsi che sono in giro senza chiavi, di non dimenticarsi di me!!!
Mi dice di sì a tutto, e io decido di fidarmi.

Andiamo a mangiare  da "FRESCO", un ristorante che si spaccia per italiano!
Figuriamoci.
Il posto è carino, ma ci siamo solo noi due, il che mi fa temere.
Ho abbastanza esperienza da sapere che, se alle otto di sera nessuno è seduto a mangiare, forse un motivo c'è.
Invece, qui, pare che un motivo proprio non ci sia!
Il cameriere ci porta il menù: possiamo scegliere fra sloveno, inglese o italiano.
Ordiniamo la pizza, con qualche sana modifica agli ingredienti e in un quarto d'ora, o poco piu', stiamo mangiando quella delizia!!
Davvero ottima!

Abbiamo mangiato e parlato per non so quanto. Forse tre ore.
Forse di piu'.
Ci siamo avvicinate così tanto e così in fretta da farci venire la pelle d'oca a vicenda.
Che strana coincidenza! Entrambe qui, entrambe per la danza. Entrambe per rinascere.

Forse non è una coincidenza!!!
Prendiamo un caffè ed un digestivo, poi paghiamo ed usciamo.

Fuori si muore di freddo, e' buio e noi non abbiamo la piu' pallida idea di dove sia questo Metelkova City!
Cerchiamo su google maps e riusciamo ad imbroccare una via: ovviamente è dalle parti della stazione e per strada non c'è nessuno. I vicoli sono stretti e scuri, luccicanti di pioggia sul ciottolato scuro.
Mh, sembrerebbe inquietante... se solo io e Lily avessimo smesso un secondo di ciacolare e ridere forse ci avremmo fatto caso!!!
Finiamo in questo angolo di città che sembra essere un enorme centro sociale. Ci sono case e case con dipinti, sculture, finestre rotte, insegne, murales, inferriate, portoni borchiati, teschi di plastica, alieni di ferro, gabbie, metallari seduti per terra con lattine di birra in mano e lunghi capelli biondi  intrappolati nei cappucci delle maglie.
Ok, credo che siamo nel posto giusto.
Ma siamo sicure di voler entrare?
Guardo Lily, lei guarda me.
Un'altra volta, magari!!!!

Così giriamo sui tacchi, e ci avventuriamo verso il centro.
Troviamo un piccolo locale dal quale arrivano melodie orientali, entriamo e ordiniamo un calice di vino rosso.
Sulla pista da ballo una danzatrice con una tunica blu  danza fra i clienti.
Tutti ballano. Un vecchio signore tiene il ritmo battendo le mani e sgambettando, le ragazze, quasi tutte bellissime ed altissime, si contendono  le attenzioni dei ragazzi seduti ai tavoli.
Tutte ballerine, qui???
Pare di si.
Io e Lily decidiamo di unirci alla festa, e ci mettiamo a ballare fra di noi, in un angolino della sala.
Ci divertiamo come matte, ma arriva mezzanotte e tutti vanno via.

Usciamo anche noi. E' presto, Saja sarà ancora al concerto metal, quindi optiamo per una passeggiata notturna per le vie del centro.
Per strada non c'è nessuno, sembra di camminare in una città fantasma.
Dal sottosuolo, di tanto in tanto, arrivano le vibrazioni di bassi sparati a tutto volume. Deve esserci una vita sotterranea alla quale non riusciamo ad accedere!
Le porte sono tutte chiuse, non riusciamo a capire quale sia un club e quale una casa privata. Si sente musica un po' ovunque, ma non si riesce mai a capire da dove arrivi.
E' pazzesco!!!
Io  e Lily completamente sole ed il resto di lubiana chiusa da qualche parte, ci domandiamo dove!!!
Paseggiamo fino alle due. Poi decidiamo di averne avuto abbastanza per oggi.



Cerco di rintracciare Saja. Ovviamente non risponde.
Cerchiamo un taxi e torniamo alla City, Saja è li, coi suoi amici, lunghi capelli biondi, un chiodo ed una birra in mano.

Mi chiede se voglio rimanere, ma no. Non credo proprio. Così mi dà le chiavi.
E' terrorizzata. Non si fida della gente. Ha paura. Posso vederlo.
Mi fa una tenerezza infinita mentre mi chiede, anzi, mi implora di rimanere sveglia e non lasciarla fuori.
Le sorrido, la rassicuro e me ne vado.
Che diamine! Io sono rimansta chiusa fuori tutti il giorno, quasi quasi ti farei provare l'esperienza!!!
Ma non sono così crudele.
Prendiamo un taxi e andiamo da Lily. La saluto e torno indietro.
Pago la corsa: 10 euro. Corro a casa.
Sono le tre, ho un sonno pazzesco.
Mi metto a leggere. Poi cerco di scrivere questo post.
nulla da fare, mi si chiudono gli occhi.
In camera non abbiamo ancora le tende, così questi due enormi finestroni sono due cornici a tutto quello che succede in camera. Rimango con le luci spente. Proprio non mi va che chiunque possa vedermi.
Così mi viene ancora piu' sonno.
Si fanno le 4, Saja ancora non si fa sentire.
Decido di farmi una doccia, ammesso che funzioni.
Il boiler è acceso, sono stata fortunata, e riesco anche ad improvvisare una maniera per appendere la tenda senza i ganci nè il bastone.
Mi prendo una 20ina di minuti per me.
Che meraviglia!!!!
Preparo un thè caldo e carico un telefilm in streaming sul mio mac cigolante.
Ormai mi rassegno a rimanere sveglia, sono le 5 e mezza, fuori quasi albeggia!!!!

Saja citofona verso le 6 meno un quarto.
E' congelata dalla testa ai piedi, ed anche un po' ubriaca credo...

Ci mettiamo a letto, chiacchieriamo un bel pò.
Devo ammettere che l'alcool aiuta a rompere il ghiaccio.

Piombiamo nel sonno che è praticamente mattina...

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