sabato 24 dicembre 2011

Ui uisciuuuuu a Traibal Crismas...


Innanzitutto:
BUON NATALE!

Per la prima volta in vita mia mi ritrovo a "festeggiare" lontana da casa e dalla mia famiglia.
Non mi sono neppure accorta dell'arrivo di queste giornate di festa e, se non fosse stato per le luci del centro città, le bancarelle in legno cariche di cioccolata, vino caldo alle spezie e liquore al miele, probabilmente sarei arrivata al primo dell'anno chiedendomi se non mi fossi persa qualcosa...

Da dove cominciare?
Ma, dalle buone notizie, mi pare ovvio (anche perchè di brutte non ce ne sono davvero)!
L'attacco alle caselle postali di qualunque studio/scuola/impresa/privato ha finalmente dato i suoi pochi, ma succosi frutti.

Prima fra tutte una scuola di lingue in cerca di conversatori nativi mi ha contattata per un colloquio, che avverrà a metà gennaio.
C'è da aspettare ancora parecchio e non ho la benchè minima certezza riguardo al lavoro che potrebbero offrirmi... ma tant'è.
Ho pur sempre un valido motivo per fermarmi qui ancora un po'.

Poi è stata la volta del "Nora Studio Production" che mi ha letteralmente sommersa di complimenti per il mio curriculum ed il mio lavoro ( al punto che per un istante ho temuto mi stessero prendendo in giro) e mi ha invitata per un caffè, in modo da conoscerci meglio.
Mi aspettavo il classico colloquio ( più o meno) ed invece mi hanno semplicemente detto che fino a metà gennaio non ci sarà nulla su cui lavorare, ma da quella data in poi sicuramente avranno bisogno di me.
Un attimo.
Quindi significa che lavorerò per loro?
La più grande casa di produzione della capitale?

Oh. WOW!

Ma se c'è una cosa che ho imparato è che bisogna sempre aspettare prima di cantare vittoria.
Così aspetto.
Metà Gennaio.
Piu' o meno.

Qualche giorno fa è arrivato pure Iztok.
Un fotografo freelance che lavora per il National ha replicato la valanga di complimenti e mi ha invitata per un... caffè!
Seduti al tavolo del bar dell'ostello Azur, a due passi dal mio appartamento, abbiamo parlato di viaggi, fotografia, arte, vita, passato, presente, futuro, miracoli e non so che altro.
Mi ha mostrato gran parte del suo lavoro e mi ha raccontato un annedoto per ogni angolo di mondo che ha visitato, poi abbiamo analizzato il mio lavoro.
Per la prima volta ho visto le mie vecchie foto in maniera completamente diversa e nuova.
Mi ha quasi convinta di avere del talento.
Quasi.
Venerdì mi ha proposto di andare a visitare Bled.
Sono due mesi che vivo qua e non ho ancora visto nulla di quanto circonda Ljubljana.
Doveva arrivare un uomo che potrebbe essere mio padre prima che riuscissi a darmi una mossa!!!

Poco male, la gita è stata piacevole.
Lui è stato gentile ed educato.
La pizza e la torta che mi ha offerto erano da sogno.
E ho anche guadagnato una canon d20 da usare ogni volta che abbia voglia!

Insieme stiamo progettando un ciclo di incontri per fotografi amatori che vogliano cimentarsi con le tecniche di stampa tradizionali ed io sono diventata la sua traduttrice ufficiale per i progetti che lo coinvolgeranno in terra italiana.
Correggerò le mail e mi occupero' dei contatti coi futuri collaboratori.

Devo solo aspettare questo benedetto Gennaio prima di poter fare davvero i salti di gioia!

Il morale della favola è che, in questa terra straniera, mi sento a casa come non mai.
Più che altro la cosa interessante è stare sedute ad osservare questa persona che porta il mio nome ed il mio corpo, ma che non ho mai conosciuto prima di ora.
La miaggior parte delle volte mi lascia stupita.
Certo, passano giorni di noia assoluta, durante i quali la nebbia e l'aria gelata dell'inverno non lasciano nemmeno uno spiraglio ai raggi di sole.
Io mi ritrovo a vagare per casa senza nulla di concreto da fare e reincontro quella me dalla quale sono scappata.
Ma anche così, è pur sempre qualcosa di diverso.

Qui non ho nulla.
O meglio, non ho niente che mi possa rassicurare nei momenti di sconforto.
Non ho i miei soliti punti saldi. L'amica da chiamare. Le mie stoffe per cucire. I miei colori per disegnare.
Non ho la macchina fotografica. Non ho i gatti. Non ho i miei impegni.
Dormo in una camera con un materasso e una mezza mensola già troppo carica.
E questo è tutto.

Come ci si reiventa ogni giorno?

A volte questo scenario mi prende alla gola e minaccia di riempirmi di terrore.
Ma questa nuova me non glielo lascia fare.
Ed è terribilmente eccitante.
Una cosa della quale sono certa è che, alla fine di tutto questo, avrò sempre un posto salvo nel quale stare.
Ed è un posto dal quale nessuno potrà mai portarmi via.
Perchè è dentro di me.

Il grande ostacolo della lingua diventa ogni giorno più semplice da sormontare.
Ok, ho ancora molto da imparare e ci sono volte in cui mi sento fuori dal mondo, ma questo non mi spaventa più.
Anzi, ogni giorno l'entusiasmo cresce di un poco.

Credo che il segreto sia tutto qui: alla paura sostituire l'emozione.
E tutto rientra nei ranghi.

Ieri era la Vigilia di Natale.
Ho chiamato a casa e ho fatto gli auguri ai miei.
Mia sorella mi ha detto che un po' le manco...
Ad essere sincera, mi manca tanto anche lei.

Pensare alla tristezza che posso aver procurato, soprattutto a mia madre, non mi ha comunque impedito di rimanere salda nella mia scelta.
E' stato un po' come accettare un lieve dolore, consapevole del fatto che una volta passato staremo meglio tutti.
Almeno, lo spero!

Ho trascorso la serata a casa dei parenti di Mojca, la mia coinquilina schizzofrenica.
Mi sono ritrovata seduta di fronte ad una grande caminetto, nel bel mezzo del salone di una casa patronale, con madre, padre, zia, prozia, fratello, nipoti e gatto.
Ovviamente, fra tutti quanti, soltanto mojca e sua madre parlano inglese.
Ovviamente, dopo 4 calici di spumante, chiunque si dimentica di tradurre per me.
Fortuna che adesso riesco a capire qualcosa, di tanto in tanto...

Alle sei del pomeriggio abbiamo aperto i regali.
Io ho ricevuto un paio di calze di lana.
Lo giuro, nessun regalo poteva essermi piu' utile adesso!
Alle sei e un quarti ci siamo seduti a tavola.
Alle sette abbiamo finito di mangiare.
Alle 7 e cinque eravamo tutti, chi piu' chi meno, ubriachi e felici.

Io compresa, che ho avuto la fortuna di partecipare a qualcosa come la celebrazione del Natale in una famiglia slovena!
Seduta in mezzo a loro ho assaggiato, ascoltato, osservato e imparato così tante nuove cose... non riesco a non essere sincera ( e non penso ci sia motivo per non esserlo): non avrei raccolto nessuna di queste nuove esperienza, se me ne fossi rimasta chiusa fra le quattro mura di casa.
E mi sento molto piu' vicina alla mia famiglia ora che non negli anni passati.
La lontananza aiuta, qualche volta.

Altro da dire, ne ho.
Ma Mojca sta arrivando col pranzo e siccome è Natale, decido di farle compagnia!!!



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