La settimana passata è stata sconvolgente.
Sono successe tante di quelle cose, e così in fretta, che non sono riuscita a trovare un istante di quiete per sedermi e scrivere.
Cominciamo dal week-end scorso:
Natasa, la mia nuova super amica Slovena, che mi parla in continuazione col suo divertentissimo accento americano (e grazie alla quale sto imparando a "Slangare" ogni singolo vocabolo ), mi ha invitata a trascorrere due giorni a Kranj, in montagna, dove i suoi genitori hanno la casa.
Partiamo sabato sera eraggiungiamo la casa verso le 22.
Consumiamo una velocisima cena a base di formaggio (che continuerò a mangiare per i giorni a venire) e raggiungiamo suo fratello ed i suoi amici allo "studio".
Lo studio è una specie di garage adibito a sala di registrazione, dove questa combricola di sloveni dall'aria compunta suona Hip-hop.
In uno stanzino sul retro, fra il fumo di mille sigarette, mi aspetta un tavolo colmo di birre: 3 ragazze e 3 ragazzi discutono animatamente (!) di qualcosa che per la sottoscritta rimarrà per sempre ignoto.
Natasa ed io ci sediamo su un sofà recuperato chissà dove.
Mi offrono una Lasko, mi accendono una sigaretta e Babilonia riprende vita.
Natasa mi sta insegnando lo sloveno, io ricambio con l'italiano.
Lei impara decisamente piu' in fretta di me ed è buffo vedere come cambia tono e comincia a gesticolare senza motivo nel tentativo di risultare credibile.
E credetemi, lo è veramente!!!
Non so come, ma mi ritrovo a paralare di anima, universo, materia e religione con il ragazzo seduto di fronte a me.
Parte un acceso dibattito, consumiamo qualche altro paio di birre e le sigarette finiscono piu' velocemente di quanto tutti avremmo desiderato.
Io ricevo uno di quei rari e preziosissimi attimi di Assoluto durante il quale mi sento benedetta dalla vita che mi ha fatta piombare così distante da casa e mi ha resa capace di trovare una buona compagnia e di sostenere una discussione simile in un una lingua che non è la mia.
Usciamo da quel rifugio he sono le due di notte, puzziamo di sigaretta come una fabbrica di tabacco andata a fuoco e qualcuno comincia a barcollare lievemente sulle proprie gambe.
Alzo gli occhi al cielo: la notte è una sfilata di stelle!
Mai visto niente di simile in tutta la mia vita.
Forse una volta soltanto, quando ero ancora così piccola da paragonare quello spettacolo alla glassa deliziosa dei pan di stelle.
Rientriamo a casa felici, e non smettiamo di parlare neppure per un istante.
Ovviamente ci prepariamo un thè, non saprei contare quante tazze di acqua calda colorata sono riuscita ad ingurgitare in questi ultimi giorni, e ci sediamo al centro del tappeto ai piedi del letto.
Natasa ed io siamo due persone estremamente simili.
Tutte e due della Bilancia, tutte e due ossessionate da qualche disordine mentale col quale dobbiamo lottare ogni giorno.
Cominciamo ad andare piu' in profondità e io mi ritrovo a desiderare di essere capace ad esprimermi meglio, è terribilmente arduo per me, formulare pensieri così intricati e cercare di esporli in inglese quando, a volte, non trovo le parole neppure in italiano.
Ma in qualche maniera ce la facciamo e verso le 4 crolliamo addormentate come due bambine.
Negli occhi, o appena poco dietro, l'immagine dell'universo così come lo abbiamo dipinto: un turbinio incessante di particelle colorate e di bolle fluttuanti dotate di grandi occhi che abitano corpi umani e si chiamano ( via Iphone) da uno spazio-tempo all'altro, per venirsi incontro, aiutarsi, ritrovarsi o semplicemente riconoscersi.
Mi piace questa idea, credo che la adottero' più spesso, in futuro.
Il giorno dopo andiamo a fare una passeggiata nei boschi.
Al contrario di Ljubljana, sempre immersa in una nebbia fitta e gelata, qui splende il sole ed il cappello ed i guanti sono inutili.
Portiamo con noi Lia, il grosso cane di Natasa, e la macchina fotografica.
Ci sediamo al sole e sonnecchiamo ancora un po'. Non i posso credere... IL SOLE!!!
Un'ora dopo ci aspetta il pranzo: sono un'ospite gradita e, per farmelo capire ancora meglio, la madre di N. passa la mattinata ai fornelli.
Assaggio diverse pietanze Bosniache (poichè N. è per metà slovena e metà bosniaca) e finisco con un caffè turco ( che da brava italiana ho bevuto troppo velocemente ) e dei biscotti di panpepato ricoperti di cioccolato.
Rimaniamo seduti a tavola fino alle tre: è domenica, possiamo tutti permettercelo.
Così mi ritrovo a chiacchierare col fratello di N. e la sua fidanzata, che gentilmente traducono per me ai genitori dal momento che la comunicazine fra di noi risulta evidentemente impossibile.
Sonnecchiamo ancora un po'.
Ci concediamo un altro tè ed un'altra chiacchierata.
Facciamo merenda, e poi cena.
Finalmente mi rilasso!
L'indomani rientriamo in città che è l'una circa: l'Universo ci parla attravero le canzioni per radio e noi due, in tutta risposta, ci troviamo a cantare a squarciagola, così, giusto per fargli capire che lo stiamo ascoltando.
Siamo felici e stupide come puoi esserlo solo in un giorno di sole lungo un'autostrada senza traffico.
Decidiamo di andarci a tagliare i capelli.
Io usciro' di lì quasi uguale a prima, solo con meno doppie punte ed un semiciuffo che si nota solo se sono proprio io a convinverti che sì, c'è, lo stai vedendo!!!!
Natasa, invece, si è fatta rossa.
Ma non rossa. Rossa-Rossa.
I mean, really RedRed!
Rientro a casa, e tutto minacia di scomparire da un momento all'altro.
Lily ha casini col porprietario (che è un cretino sotto qualsiasi punto di vista): non le restituisce i soldi della caparra ( e non glieli restituirà mai) e questa povera ragazza non puo' rientrare a casa se qualcuno mosso a pietà non le impresta qualche quattrino.
Io mi chiedo cosa aspetterà me, l'indomani, quando dovrò impacchetare tutto e andare via di li.
Ho una compagna di danza che mi puo' affittare la stanza, Mojca, ma ha tirato su il prezzo all'ultimo istante e adesso non so cosa fare.
Non posso permettermi di spendere un centesimo in piu', sono completamente al verde.
Natasa mi aiuta a cercare casa e lavoro, ma per ora non abbiamo troppa fortuna.
Universo, cos'è, abbiamo fatto qualcosa che non va?
La sera provo una nuova lezione di danza orientale: la palestra è vicino casa, ma ovviamente con la bicicletta riesco a perdermi; così vago nell anebbia per una mezz'ora buona.
Alja è, ovviamente, giovanissima. Per metà palestinese, danza che è un incanto.
La classe del lunedì è per principianti, è l'unica che posso frequentare visti gli orari e poi mi fa solo bene rincominciare tutto daccapo.
Sono stanca morta e non riesco a concentrarmi come vorrei, inoltre ho la testa piena. Non ne posso piu' di sforzarmi a capire lo sloveno!
E' inutile, perchè continuo a provarci?
E' come se mi aspettassi che, un giorno, a furia di porre così tanta attenzione improvvisamente tutto mi sarà chiaro, senza che io faccia nulla.
Il riscladamento non ha NULLA a che vedere con quello di manca: gambe e addominali graziati per questa sera. E la lezione è lenta e leggera.
Forse anche troppo!!!
Ha di veramente buono, pero', la suddivisione dei passi sui ritmi e quei 15 minuti di danza libera che ci imbarazza tutte, ma alla fine risulta divertente.
Mi ritrovo insonnolita alla fine, senza quell'energia solita che segue un'ora di danza.
Mi faccio due calcoli: forse non vale la pena di trovarsi senza una lira per questo.
Rimando tutto al giorno in cui potro' scialacquare liberamente.
Martedì ho la lezione di danza, Lily ha deciso di mandare a quel paese il buzzurro e ha trovato il modo di andarsene: partirà di notte, così a lezione ci vado da sola.
Per la prima volta mi sento straniera e sola.
Ed è terribilmente affascinante!
La lezione è diversa dal solito. O forse sono io ad essere diversa.
Non lo so.
Sta di fatto che le ragazze sembrano vedermi per la prima volta in vita loro e Manca non si dimentica piu' tanto spesso di tradurre in inglese.
WOW!
Ora ragioniamo!!!
Alla lezione successiva mi raggiunge Mojca, mi dice che ci ha ripensato, che puo' affittarmi la stanza a 200 euro e che l'indomani mi verrà a prendere per spostare tutte le cose.
Doppio WOW!
Adesso tutto torna, Grazie Universo, lo sapevo che con te si puo' sempre ragionare.
Torno a casa serena, tutte le energie dei giorni passati mi ritornano indietro e riesco ad affrontare l'attesa notturna, fintanto che il taxi non verrà a prendere Lily per portarla al treno.
Ci salutiamo, mi sale un po' di nostalgia.
Chissà se ci rivedremo in futuro!
Mercoledì è ieri.
Mi alzo distrutta, ho sognato strani gatti giganti e case enormi, gente che doveva venire a prendermi e si dimenticava, feste in piscina e macchine sportive... devo impacchettare tutto, non ne ho la minima voglia!!!!
Faccio colazione, una doccia veloce e mi dò da fare.
In un'ora è quai tutto pronto, mancano solo le ultime cose a cui pensero' dopo aver visto Natasa.
Esco, andiamo al Pomaranca ( e dove se no?) e ordiniamo un the nero alla vaniglia con latte ( e cos'altro altrimenti?).
Parliamo un po, abbiamo tutte e due le energie a terra e non riusciamo a ricaricarci: io sono preoccupata, lei è in quel momento nero che precede la crisi.
Cerco di aiutarla, ma oggi proprio non ce la faccio.
Quinoa e verdure al sugo e formaggio!!
E' una cuoca straordianaria!
Ci rilassiamo un po', mi regala due braccialetti sacri che vengono dal tibet, un bracciale tribal GIGANTE ed orignale che Manca le ha portato da chissà dove, mi disegna quella bolla con gli occhi che abbiamo deciso essere l'anima, mi dà un Fake-Iphone che lei non usa mai, così posso usare finalmente la sim slovena ed un paio di scarpe invernali col pelo.
Insomma, mi ha adottata!
Mi riaccompagna vicino a casa e ci salutiamo.
Io devo traslocare!!
Ma quando rientro a casa trovo la sorpresa che mi aspettavo.
La porta della camera, con TUTTA la mia roba dentro, è chiusa a chiave, il padrone di casa è fuori e quel povero ragazzo serbo si ritrova a dirmi che quello stronzo rientrerà alle 5 e che vuole da me altri soldi, altrimenti non mi lascerà andare.
Insomma, mi ha sequestrata!!!!
Io esco fuori di testa.
Avessi un po' di foprza in piu' gli sfonderei tutte le porte di casa!
Preparo il numero della polizia sul mio nuovo FafePhone e lo aspetto, incazzata nera.
Quando rientra comincio a insultarlo come poche volte mi è capitato di insultare qualcuno in vita mia, lui mi chiede i soldi, scrive numeri, mi spiega perchè devo dargli questo e quello.
Io non so che fare, non ho piu' una lira sul conto, e poi è una questione di principio!
Ha già rubato 90 euro a Lily, perchè mai dovrei dargliene altri???
Mi attacco all'unica cosa che mi rimane.
Sono Italiana, e ogni volta che lo dicono tutti mi ripetono: ah, si! Spaghetti, pizza e mafia!
Così ci provo, e lo minaccio di stare attento, perchè non sono sola qui, ho amici a Ljubljana e mi basta chiamare a casa per fargliela vedere.
Non so come non scoppio a ridere!
Forse perchè vedo che funziona!!!
Si calma, si siede, mi guarda e mi dice che non mi chiederà un soldo, purchè io non mi faccia mai piu' vedere... lo sa che sono italiana!
AH!
Da non credersi!!!
Mi sento un'idiota per aver usato una scusa del genere, ma riesco a afrmi aprire la porta della camera e a prendere le mie cose.
Lui esce e se ne va, è convinto che tornerò per dargli almeno 20 euro.
Così ci siamo detti.
Peccato che io non ne abbia la piu' minima intenzione di mantenere fede alla mia parola.
Non questa volta.
Nikola, da buon serbo gentleman mi accompagna fuori, trascinandosi appresso la mia valigia superpesante.
Io sono carica di buste e bustine con dentro la spesa, un cuscino, il tappetino da yoga e un paio di stvali nuovi.
Arriva Moja, il tempo di salutare Niko e scappiamo letteralmente di lì!
Non riesco a spiaccicare piu' mezza parola in inglese.
Ci prendiamo un the e fumiamo una sigaretta, Moja mi racconta un po' dei suoi viaggi: è stata in Marocco, in India, in Germaia a vivere in un ashram per un anno.
Ha studiato diversi tipi di danza, fa meditazione e yoga ogni mattina.
La casa è un tripudio di colori e in ogni angolo c'è il disegno di un mandala con un mantra da recitare.
Pulire quello che si usa, buttare la spazzatura quando è piena e comprare la carta igienica quando finisce.
Per il resto, posso fare come se fossi a casa mia!!!
Mi butto a letto che sono le 10, non ho internet per ora, perchè non troviamo la password.
Meglio così dormo otto ore di filato.
Alle 7 mi sveglio.
Fuori c'è una nebbia fitta, ma qui, sotto le coperte, le pareti lilla ed il lampadario arancione mi danno il buongiorno.
Mojca è di là che traffica, c'è odore di incenso.
Mi alzo, mi faccio una doccia e mi preparo la colazione.
L'omino del gas deve venire a cambiarci la bombola: Mojca mi dà le chiavi di casa, mi chiede se lo posso pagare io per questa volta, così mi detrae i soldi dall'affitto.
Mi lascia una lista di contatti per cercare lavoro e se ne esce, tutta colorata e "meditata" per andare a lavoro.
Io esco poco dopo, nella nebbia mattutina, per cercare una banca.
La trovo dopo una mezz'ora buona, ma la passeggiata mi aiuta a svegliarmi.
E' incredibile come mi senta a casa qui!!!
Ritrovo miracolosamente la casa e arrivo appena in tempo per aprire il portoncino all'uomo del gas: lo invito ad entrare, non spiaccica una parola di inglese.
Mi cambia la bombola, prende i suoi soldi e se ne va.
Ho ancora una di quelle buste di zuppa liofilizzato che tanto ho amato in irlanda e quella povera insalata mi guarda dal frigo con aria supplichevole: per pietà, MANGIAMI!!!
Accendo la tv, mi siedo a tavola.
E' fantastico, questa potrebbe essere davvero casa mia!
Qualche minuto di quiete, poi mi chiama Natasa: ha deciso di lasciarmi la macchina quando partirà per la Nuova Zelanda, domani andiamo a firmare i documenti.
Mi chiama Dude, con quel suo accento straordiario, e mi rassicura che per lei è un piacere aiutarmi.
Non potevo trovare un'amica migliore, qui.
Peccato che stia per partire... mi mancherà bere the al freddo, spettegolando come oche e fumando una sigaretta dietro l'altra.
Adesso sono qui, seduta nell'arancione caldo di un salotto che definire accogliente è riduttivo.
Ho acceso due candele profumate, così, tanto per creare un po' di atmosfera e sorseggio alla maniera slovena ( quindi mooooolto lentamente) un cappuccino liofilizzato all'aroma di Vaniglia.
La tv manda cartoni animati americani.
Se non altro imparerò l'inglese, alla fine di tutto questo.


0 commenti:
Posta un commento