Lunedì pomeriggio, un po' per reale curiosità, un po' per fare bella figura di frote al nostro futuro datore di lavoro (CROSSED FINGER FOR US, FOLKS!), io e Lily abbiamo assistito ad una visita guidata della città.
Un'esperienza imperdibile!
In primis perchè Eliano, il ragazzo che ha tirato su questa piccola società di Italiani Sloveni, ha davvero stoffa da vendere in questo settore.
Secodo, la città è davvero magnifica e se caminando per le sue strade riesci a capirci anche qualcosa di più, allora ti si spalanca un mondo davvero magico e fiabesco.
Attraversata dal fiume Ljubljanica è divisa in 17 circoscrizioni e 33 frazioni.
Conta un apopolazione di quasi 300.000 abitanti ed è considerata il cuore economico, culturale, artistico, politico, scientifico e amministrativo dell'intera Slovenia.
C'e da dire che la posizione geografica di questo stato, confinante con l'Italia, l'Austria, l'Ungheria e la Croazia, l'ha reso crocevia di diverse culture e non è difficile immaginare come queste abbiano potuto influenzare il modus vivedi dell'intera società.
L'architettura, in stile pseudo barocco con qualche accenno di Art Nouveau, fa da scenario al teatrino dei suoi abitanti, tutti seri e compunti, severi e fieri.
Chiunque, se avrete la fortuna di riuscire ad intavolare una chiacchierata con chicchessia, vi dirà che gli sloveni sono persone chiuse e fredde, per nulla passionali come lo siamo noi italiani!
Forse sono stata fortunata perchè, fino ad ora, ho incontrato solo persone amichevoli e pronte a darmi una mano o un'indicazione (autisti degli autobus a parte, che pare debbano superare un test di scontrosità prima di poter accedere alla licenza).
Dai bancomat ai mezzi di trasporto, qui tutto funziona con una rapidità ed una perfezione incredibili!
Le strade sono pulite, i cestini della spazzatura sono onnipresenti e la pista ciclabile, rossa, attraversa l'intera città in ambedue i sensi di marcia.
Davvero un piccolo paradiso metropolitano!
Di ritorno dalla Colchide, dopo aver trovato il famoso Vello d'Oro, invece di dirigersi verso il Mar Egeo imboccarono la via Nord, risalendo il Danubio. Da lì giunsero al suo affluente, il Sava, quindi si fermarono alla sorgente del Ljubljanica.
Circondato dalla palude, al centro di un grande lago, Giasone trovò un terribile mostro: il Drago di Lubiana, diventato stemma onnipresente e simbolo della città.
La prima colonia umana viveva in palafitte di legno, si nutriva grazie alla caccia ed alla pesca, ma non è da escludersi un primitivo approccio all'agricoltura.
Colonizzata in seguito dai veneti, dagli Yapodi e dalla tribù celtica dei Taurisci fu occupata infine dai Romani che costruirono il Castrum di Aemona (detto anche Iulia Aemona) nel primo secolo a.C.
La città fu distrutta dagli Unni di Attila ed in seguito dagli Ostrogoti e dai Longobardi.
Fu nel sesto secolo che la popolazione Slovena si insedio' nella città, prima di cadere sotto la dominazione Franca ed essere attaccata da quella Ungherese.
Il nome della citta ( al tepo Luvigana) compare per la prima volta in un documento ufficiale del 1144, nel 1220 riceve lo status di città e sempre in quest'anno potrà battere la propria moneta.
Diviene capitale artistica e culturale e nel 1550 vengono stampati i primi due libri, uno dei quali è la traduzione in lingua slovena della Bibbia.
L'illuminazione elettrica arriva alla fine dell'800 e sempre alla fine di questo secolo viene nuovamente distrutta da un terribile terremoto.
Ricostruita nuovamente, si arricchisce di quelle sfumature barocche ed art nouveau che possiamo apprezzare al giorno d'oggi.
Dopo il dominio Austro-ungarico, Lubiana passo al regno serbo, croato e sloveno, tramutatosi in Regno di Jugoslavia.
Durante la seconda guerra mondiale la città fu annessa all'Italia e divenne provincia della Venezia Giulia.
L'indipendenza arrivo' nel 1991, Lubiaa divenne capitale della Slovenia e questa entra a far parte dell'Unione Europea nel 2004.
Influenzata dall'architettura austriaca ( se si tralasciano i grandi edifici costruiti egli ultimi decenni) la città conserva nel suo centro storico la maggior parte degli edifici barocchi.
Diviso in due quartieri: quello del municipio - dove troviamo la chiesa delle Orsoline, la sede della società filarmonica (la piu' antica in Europa!) e la cas adi Cankar - e quello degli artigiani.
Dopo il terremoto e la seconda guerra mondiale, la città fu ricostruita sotto lo sguardo attento dell'architetto Plečnik.
La sua opera piu' riconosciuta è il Triplo ponte che unisce i due quartieri del centro storico.
Casomai mi assumessero, potrete sempre venire a sentirmi blaterare durante uno dei tour della città!!
La collina è dominata dal castello che altro non è se non una torre di vedetta ed, al giorno d'oggi, un museo.
Importanti opere architettoniche sono la cattedrale di San Nicola, chiesa ad un'unica navata dai portali finemente scolpiti e dagli interni tipicamente barocchi e rinascimentali, il Ponte dei draghi, la fontana di Roba decorata con l'obelisco ai piedi del quale sono simboleggiati i tre principali fiumi della Carniola e la facciata della chiesa in piazza Prešeren.
La biblioteca Nazionale è un altro motivo di orgoglio per la popolazione Ljubljanese.
Capitale della cultura, la città ospita 22 facoltà, tre accademie ed un collegio, più 15 musei, 41 gallerie d'arte, 11 teatri e ben 4 orchestre professionali.
E' presente anche uno zoo (che personalmente non visiterò, per questione di principio) che copre circa 20 ettari ed ospita 152 specie animali.
Un settimo della popolazione è composto da studenti e questo la rende un acittà estremamente giovane e multietnica (sebbene l'immigrazione di colore sia fra le piu' basse che si possano immaginare).
Passando di qui non potete assolutamente perdervi il mercato ortrofutticolo che si trova proprio nella centralissima Vodnikov trg:
Qui i prodotti sono a km zero e potrete comprare una vastissima varietà di frutta e verdura direttamente dalle mani dei contadini!
Immancabili le bancarelle delle erbe officinali e della frutta secca!
Seguite il vostro naso... il profumo è irresistibile!
Cioccolata e vino caldo alle spezie vi attendono.
E se l'idea di sedervi fuori ed atteggiarvi come veri locali vi stuzzica la mente, copertine per le ginocchia e lampade ad infrarossi vi faranno sentire meno freddo.
"Hvala" e "prosim" (rispettivamente "Grazie" e "Prego") sono le uniche due parole da sapere, per tutto il resto rassegnatevi ad indicare col dito il punto del menù in cui pensate di aver trovato quello che cercate e sperate nella buona sorte.
E che tutto questo mi sia d'auspicio!
Spero di potervi accompagnare, un giorno, fra le vie di questa magnifica città!!!!


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