venerdì 4 novembre 2011

Fruscii d'autunno.

Mi sveglio prestissimo, illuminata dalla luce rosata dell'alba.
Fuori dalla finestra le foglie gialle degli alberi danzano sui rami scuri.
Alcune volano via lontano...
Non ho dormito benissimo, questa notte, ma sono comunque abbastanza riposata.

Ieri è stata una giornata faticosa.
Sono andata alla lezione di Zumba, innanzitutto.
All'inizio ho avuto qualche rimostranza, poi devo ammettere che ho cominciato a divertirmi.
Non è nulla di che: una sorta di aerobica al ritmo di musiche latine. Si sculetta un po' di piu'...
Tutto lì.
Ma mi ha fatto bene, mi ha aiutata a svegliarmi, e mi sono sfogata per bene.

Il resto della giornata l'ho passato a restaurarmi...
E chi è donna puo' capire cosa puo' voler dire!

Le lezioni di Manca sono state meravigliose, poi!
Il giovedì è praticamente tutta tecnica, c'è da farsi davvero un bel mazzo, e devo ammettere che con le gambe  reduci da un'ora Zumba e pedalate varie ho faticato non poco a star dietro a tutti quei piegamenti!
Nell'ora di tribale, escluso il potenziamento in stile Marines, abbiamo lavorato molto sulla definizione del  balance e sulla postura delle braccia.
Manca passa a corregegre tutte, una ad una, e nel mentre si mantiene la stessa posizioni per lunghissimi, estenuanti, eterni minuti.
Sto imparando a "staccare" la testa.

Arriva un certo momento in cui cominci a tremare come una foglia, ti bruciano i muscoli, sei praticamente in apnea e vorresti urlare un bel "VAFFA!"... ma se tieni duro, dopo un po', il corpo si assesta e trova da solo una maniera per tenere la posizione senza soffrire.
A volte capita persino di lasciare andare tutto con un bel sospiro e, all'improvviso, ritrovarsi persino comodi!
Col tempo diventerà tutto più facile, credo...
Ripuliti due o tre movimenti, siamo passate alla sequenza.
Un incastro di passi davvero carino! Ma come le tira fuori certe idee?!?

Nell'ora di orientale, di nuovo, ci siamo massacrate.
A questo giro ho patito davvero per le gambe, non sono riuscita a finire tutte le serie di squat.
Ero davvero stanca, ed avevo fame!
La lezione era improntata sulla suddivisione dei tempi musicali.
In cerchio in mezzo alla sala, per una buona mezz'ora se non di piu',  abbiamo camminato 2/4, sui 4/4, sugli 8/4... ed ai passi abbiamo abbinato i vari movimenti del bacino e del busto.
Una roba da perderci il cervello.
Qualcuna di noi, sottoscritta compresa, ne ha mollato davvero un pezzettino in sala...
Poi abbiamo montato il tutto su una sequenza, e abbiamo ballato divise in due gruppi, così da poter anche osservare dall'esterno.
E' una cosa davvero utile!
Riesci a vedere l'insieme delle cose e a correggerti.

Mi sono venute in mente le mie lezioni al Clan... cominciano a mancarmi le mie compagne di danza...

Oggi la giornata è stata un po' piu' soft.
Alle 8 sto trangugiando uno yogurt alla cigliegia, già in ritardo per la lezione di GAG.
La borsa è già pronta, mi vesto alla buona (ovviamente dimentico i guanti) ed inforco la bicicletta.
Adoro questa città.
C'è traffico, ma tutti sono tranquilli, la pista ciclabile percorre ogni marciapiede ed ogni incrocio, le auto si fermano alle strisce pedonali, i semafori hanno il count down co tanto di segnale sonoro...
L'autunno è arrivato definitivamente due giorni fa.

All'improvviso tutto si è colorato di rosso, giallo ed arancione e lungo la strada che mi porta alla palestra, un enorme viale alberato fa da sfondo a questa mattina dall'aria pungente e dalla luce particolare.
All'orizzonte il cielo è nero, sembra che debba venire a piovere da un momento all'altro, dietro di me, invece, un sole pallido illumina le cime degli alberi e le facciate colorate delle case basse, si riflette sui vetri degli enormi palazzi che circondano il centro storico.
Sembrano delle vedette serie e prepotenti.
C'è vento, ma non fa freddo.
Tutto è ricoperto di foglie gialle e, di tanto  in tanto, una folata piu' forte delle altre scrolla qualche ramo non ancora del tutto spoglio: ecco che pedalo sulla graziella rosa, con la borsa nel cestello ed i campanelli dei bracciali che tintinnano ad ogni sobbalzo, nel bel mezzo di una pioggia frusciante d'oro.

Amo questo posto.
E' tranquillo e silenzioso.
Sembra imperturbabile.
Ognuno ha un posto e sembra che tutti sappiano quello che devono fare, compreso scansarsi dalla striscia rossa che delimita la pista ciclabile al tuo passaggio.
Mi viene sempre da sorridere, quando li vedo scartare di lato, manco avessi una Yamaha sotto il sedere!!
Arrivo in palestra e riprovo con Pilates.
Niente da fare, la tipa continua a non tradurre una parola per me.
Faccio meglio che posso, cercando di capire ed insieme ricordare le nozioni sulla postura, se non altro mi rilasso e faccio un po' di stretching alle gambe dolenti.   


Mi punge un po' il ginocchio destro. Devo ammettere che quella graziella, per quanto comoda, è davvero difficile da portare.
Sembra di pedalare su ruote quadrate talmente vecchia e rotta. UN MACIGNO!

La lezione di GAG, di nuovo, è stata graziosa.
Ho sudato un bel po', mi sono sbegliata, mi è venuta fame.
Qui tengono molto al benessere fisico.
Si vede dai negozi.
Ci sono profumerie di ben  5 piani dove puoi trovare davvero di tutto all'interno.
Immaginatevi una qualunque cosa che abbia a che fare con la cura del corpo. Qualunque.
Ecco, qui a Ljubljana la troverete di sicuro.
La sala è gremita di ragazze. Saremo una 30ina. E sono le 10 del mattino!!!
Saltiamo, corriamo, stretchiamo, rinforziamo, flettiamo... insomma, di nuovo mi distruggo.
Poi si spengono le luci, rimane accesa solo una lampada arancione tenue, ci copriamo e ci rilassiamo.
Wow!

Esco di lì sudata marcia, ma sto da dio!
Il cielo, nel frattempo, sì è ricoperto di nuvole: tante strisce grigie accovacciate l'una sull'altra.

Rientro a casa.
Tone è con la nipotina: una biondina tutto pepe che dalle sette del mattino comincia a far casino e non la smette finchè non viene la mamma a riprendersela.
In pentola bolle una zuppa di verdure (e cipolle, ovviamente). Me ne offre un po'.
Io ho fame e non ho voglia di cucinare. Accetto volentieri!

Mangio in camera, come al solito, poi leggo un po'.
Mi addormento verso le due e mi risveglio un'ora dopo.

Adesso che faccio?

Questo weekend sperimenterò come si sta completamente soli in una città sconosciuta.
Mi vesto in fretta e mi rimetto in bici.
Sono le quattro, c'è ancora un po' di luce.
Faccio una passeggiata per il centro.
Pedalo qua e là, faccio qualche foto, poi mi siedo ad un tavolino del "Petite Caffe" ed ordino un the.
Ho la musica dell'mp3 nelle orecchie, una candelina profumata che brilla di fronte a me, un diario ed una penna.
Mi godo una mezz'ora di solitudine.
Ogni tanto caccio uno sgaurdo all'interno del locale, ma il mio elfetto oggi non lavora.
Scartato anche il Lunedì fra i giorni da tenere a mente.

Scrivo qualche messaggio, prenoto lo studio per domani alle quattro.
Devo proprorre a Dragan un forfait per l'affitto della sala, altrimenti finirò col liquidare tutto prima della fine del mese...
Mi rimetto in sella, torno a casa.

L'appartamento è sprofondato nel buio, l'odore di sigarette è dappertutto.
Io fumo, ma odio questa puzza!
Sento qualche rumore provenire dal primo piano. Dev'esserci Diana, il fantasma della coinquilina che non riusciamo mai a vedere.
Peccato, avremmo potuto farci un po' di compagnia!

Attacco Skype, chiamo quelle 4 o 5 persone.
Apprendo di quanto è accaduto in Italia, soprattutto a Genova, e rimangi basita, come ogni volta.
Mi chiedo se prima o poi riusciremo ad imparare dai nostri errori ed evolvere, finalmente.
Si devono sempre sfiorare le tragedie, prima che ci si attivi per fare qualcosa di buono?

Dopo essermi accertata che tutti stiano bene mando qualche messaggio, sperando di organizzarmi la serata, ma nè Doroteja nè Mojca sono libere.
Sento anche Manca, potevamo uscire nel weekend, visto che per la prima volta dall'inizio del tour non ha date.
Pero' è ammalata!
Riposo forzato.
Rimandiamo a Lunedì, ammesso che stia meglio.
Mi rassegno a stare a casa: metto su qualche video, un po' di musica e mi alleno ancora un po'.
Non ho altro da fare, qui, tantovale darci dentro!

Mi piace quest'idea di un'immersione totale. Mi sento come dentro ad una bolla.
Per questi due mesi non ho altro da fare, altro a cui pensare, se non alla danza.
Wow.
Ci ho messo un po', ma ora credo di essermi assestata.

E che sia quel che sia, una volta finita questa esperienza.
Di sicuro torno diversa, è un'esperienza così nuova e totalizzante, questa, che non puo' non cambiarti.
Per lo meno sottopelle.


E a me piacciono, le cose sottopelle.


Sono così delicate...

0 commenti:

Posta un commento

Lettori